Ogni anno sono tentato dal farmi la domanda se abbia ancora senso celebrare la giornata internazionale della donna dell’8 marzo. “Siamo nel 2026, non ha senso”, si insinua una voce nel profondo che reprimo subito.
Reprimo perché poi mi rendo conto immediatamente che il mondo non è solo quello ovattato della mia famiglia, composta da due genitori che si amano e guidata da una donna che mi ha insegnato il rispetto per le donne che cerco di mettere in pratica ogni giorno.
Siamo tutti un po’ tentati di pensare che il mondo si fermi alle mura di casa nostra, quando siamo fortunati di vivere in una famiglia in cui non si registrano episodi di violenza, ma non è così.
Prontamente ogni anno, e vado molto orgoglioso di questo, perché certe manifestazioni non si possono presentare se non si è sempre stati specchiati nel proprio comportamento, vengo invitato a moderare incontri organizzati da associazioni come Mai + Sole.
È successo non più tardi di ieri, sabato 14 marzo, a Vezza per un incontro dal titolo “Quello che le donne non dicono” promosso da Mai + Sole e dalla Fondazione Fidapa.
Tra i relatori anche il Maresciallo Capo della stazione di Diano D’Alba Giulia Viale che ha snocciolato i numeri del comando albese che conta 9 ammonimenti del questore nei primi due mesi dell’anno e 33 codici rossi aperti in questo momento.
Il “Codice Rosso”, legge del 2019, include incisive disposizioni di diritto penale sostanziale, così come ulteriori di indole processuale, velocizza i processi e inasprisce le pene.
Il contrasto alla violenza sulle donne rimane estremamente complesso perché la quasi totalità delle violenze si consuma tra le mura domestiche, dove si insinuano forme subdole di sopraffazione che spesso durano per anni fino alla distruzione fisica e psicologica della vittima.
In base alle stime di Istat nel 2025 sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età). Il 18,8% ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali; tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donne.
Numeri impressionanti che lasciano senza parole.
Anche l’atto estremo, il femminicidio si consuma tra le mura di casa, come riporta l’Osservatorio nazionale di Non una di meno www.osservatorionazionale.nonunadimeno.net
Ad oggi, nel 2026, l’Osservatorio ha registrato: 10 femminicidi, 1 suicidio di una ragazza trans, 2 casi in corso di accertamento.
Si tratta di morti indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale. Inoltre, ci sono almeno altri 22 tentati femminicidi riportati nelle cronache online di media nazionali e locali.
Si registrano casi in Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Lombardia, Sicilia, Toscana. Tra le persone uccise, la vittima più giovane aveva 14 anni, la più anziana 85.
In 3 casi, l’uomo si è tolto la vita dopo aver compiuto l’omicidio.
Nella totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa: si tratta di mariti, ex mariti, padri, figli.
Non è lo spauracchio dell’uomo nero che arriva e uccide una donna, il nemico si trova sempre in casa.
Per questo è importante non sottovalutare i segnali, non sminuire, non girarsi dall’altra parte quando in famiglia o tra amici si captano delle problematiche.
Fondamentale è anche il ruolo delle e degli insegnanti che a scuola hanno il compito di educare le donne, e, soprattutto, gli uomini di domani, al rispetto e alla cura. Purtroppo, a volte, il loro compito è anche quello di captare, per primi gli allarmi che arrivano dai bambini e portarli alla conoscenza delle forze dell’ordine.
Mai + Sole sta svolgendo un’opera meritoria di informazione nelle scuole, con il sostegno di Mercatò rivolta ai bambini e agli insegnanti che potrà dare frutti importanti in futuro.
Tutti possiamo fare il nostro per tenere alta l’attenzione su un tema che, e torno, al titolo, rimane di estrema attualità.
Il numero nazionale antiviolenza e stalking in Italia è il 1522. È un servizio pubblico gratuito, attivo 24 ore su 24, multilingue e gestito dalla Presidenza del Consiglio – Dipartimento per le Pari Opportunità. Garantisce l'anonimato, offre supporto psicologico e legale, ed è accessibile via telefono, chat dal sito www.1522.eu o app