Sono quasi giunti al termine i cantieri di edilizia sanitaria dell'Asl Cn1, finanziati con fondi Pnnr. Tra questi quelli per la realizzazione degli ospedali e delle case di comunità. Un percorso di potenziamento della sanità territoriale che prende forma con le strutture pensate per rafforzare l’assistenza di prossimità e alleggerire la pressione sugli ospedali, intercettando tutti quegli accessi da codice “bianco” ai pronto soccorso e puntando a un modello sanitario integrato con la collaborazione dei medici di famiglia.
GLI OSPEDALI DI COMUNITÀ
Per quanto riguarda gli ospedali di comunità, il progetto coinvolge tre realtà della provincia: Ceva, Saluzzo e Cuneo.
Nel capoluogo la struttura sarà realizzata negli spazi dell’ex Mater Amabilis Angeli e dovrebbe essere completata entro la fine di maggio. L’obiettivo è arrivare a un accordo operativo con la Medicina Interna dell’ospedale Santa Croce, con cui è già attiva una stretta collaborazione per altri ospedali cittadini sia con la Ginecologia che con la Neurologia. Sarà una struttura residenziale sanitaria della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e per degenze di breve durata.
La struttura avrà 20 posti letto e una gestione prevalentemente infermieristica, per contribuire ad una maggiore appropriatezza delle cure determinando una riduzione di accessi impropri ai servizi sanitari come ad esempio quelli al pronto soccorso o ad altre strutture di ricovero ospedaliero o il ricorso ad altre prestazioni specialistiche.
A Ceva la struttura è già stata inaugurata, ma si sta completando la fase di organizzazione con l’assunzione di personale infermieristico e operatori socio-sanitari.
Anche a Saluzzo, come a Cuneo, dovrebbe essere pienamente operativo entro la fine di maggio, in collegamento con la Medicina dell’ospedale cittadino.
Queste strutture rappresentano un modello pensato per affiancare e supportare il lavoro dei medici di famiglia, in una fase di transizione del sistema sanitario. L’obiettivo è offrire un punto di riferimento intermedio tra assistenza domiciliare e ospedale, soprattutto per i pazienti cronici o che necessitano di monitoraggio.
LE CASE DI COMUNITÀ
Parallelamente procede anche il piano delle case di comunità. In provincia di Cuneo ne sono previste nove: sette dovrebbero terminare i lavori entro luglio, mentre per due, Fossano e Mondovì, sarà necessario più tempo rispetto al cronoprogramma iniziale.
Una delle strutture, a Dronero, è già stata completata. I lavori sono invece in fase di ultimazione a Borgo San Dalmazzo, Dogliani, Ceva, Savigliano, Saluzzo e Verzuolo. In queste settimane si sta procedendo anche con l’acquisto delle attrezzature necessarie per rendere operative le sedi.
Per Fossano, in particolare, si prevede un collegamento diretto con l’ospedale locale, mentre l’attivazione dei servizi potrà iniziare anche prima della conclusione completa dei lavori, così da non ritardare l’avvio delle attività. Anche per Mondovì saranno avviate le attività in altra sede, senza costi aggiuntivi.
Le case di comunità saranno il luogo in cui opereranno i medici di famiglia insieme ad altri professionisti sanitari. Negli orari in cui il medico di base non sarà presente, si sta valutando di garantire il servizio attraverso medici in pensione disponibili, nuovi professionisti o tramite la guardia medica, con specifici bandi.
“La scadenza iniziale per i lavori – spiega Giuseppe Guerra, direttore generale dell'Asl Cn1 - era fissata al 20 maggio, ma è prevista la possibilità di una proroga fino a sei mesi. L’obiettivo resta comunque quello di completare gli interventi e rendere pienamente operativa la rete territoriale entro la fine dell’anno, senza ulteriori risorse aggiuntive”.
Il rafforzamento della medicina territoriale punta soprattutto a migliorare la gestione dei pazienti cronici, prevenire l’aggravarsi delle patologie e intercettare prima le criticità, rendendo più efficiente l’intero sistema sanitario provinciale.