Solidarietà - 16 marzo 2026, 19:21

LILT Cuneo consegna le donazioni 2025 all'Ospedale S. Croce e Carle

Caschi anti-alopecia, DoctorApp e oltre 20.000 euro raccolti: quando la solidarietà diventa cura

Il 2026 è appena iniziato e LILT Cuneo (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) tira le somme dell'anno appena trascorso consegnando all'AO S. Croce e Carle le donazioni del 2025. Oggi pomeriggio, presso il Salone d'Onore dell'Ospedale, si è svolta questa "cerimonia del dono", un momento non solo di bilancio, ma di testimonianza corale della profonda relazione che lega l'ospedale con il volontariato e la comunità locale.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della LILT Cuneo, Enrico Collidà, che ha illustrato le donazioni effettuate nell'anno appena trascorso: "Il bilancio del 2025 è estremamente positivo per tutte le iniziative realizzate sul territorio provinciale e non solo. Si percepisce un'aria nuova: abbiamo raccolto nuove adesioni di volontari, e questo è, a mio avviso, il dato più importante di tutti, perché significa che la comunità è attenta a un tema così delicato.

Queste donazioni si devono al buon cuore delle persone, ma anche a iniziative virtuose come quella dei ragazzi della Aloba Race, la gara di Entracque, che ci ha consentito di raccogliere consenso e risorse preziose. Le donazioni di cui parliamo oggi ammontano complessivamente a oltre 20.000 euro."

Collidà ha proseguito ringraziando l'ospedale e tutto il personale sanitario, in particolare la dottoressa Anna Merlotti, il dottor Giorgio Giraudo, nonché tutti i collaboratori interni alla LILT che ogni giorno animano l'associazione. Tra le donazioni citate, a partire da un semplice bollitore, capace di restituire un momento di quotidianità e di calore ai pazienti, spiccano i caschi anti-alopecia, donati da Luca e Diego, padre e figlio, in ricordo della loro moglie e madre Antonella. 

Successivamente è intervenuto Franco Ripa, il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera, portando ai presenti una riflessione sul futuro e annunciando il percorso in programma per i prossimi mesi: la riprogettazione del concetto di umanizzazione delle cure, che ha lo scopo di valorizzare la dimensione umana dell'ospedale, anche grazie al ruolo delle associazioni di volontariato. Ha inoltre ringraziato sentitamente il dottor Lauria e il dottor Gianola per il lavoro svolto.

L'incontro è proseguito con il discorso della dottoressa Rachele Ferrua che ha illustrato il funzionamento dei caschi anti-alopecia, dispositivi usati prima della somministrazione di alcuni farmaci per limitare l'effetto alopecizzante delle terapie. Uno dei doni più significativi e preziosi soprattutto per i pazienti donna, che aiuta a preservare almeno in parte i capelli, sostenendo la loro femminilità.

Tra i gesti evocati dal presidente Collidà figura DoctorApp, un'applicazione made in Cuneo pensata inizialmente per altri scopi sanitari, ma ora adattata per umanizzare il percorso di cura, permettendo ai pazienti oncologici e ai care giver di accedere alle informazioni loro necessarie. Terminata la prima fase dell'app, ovvero quella informativa, attualmente si lavora per un futuro sviluppo interattivo, con lo scopo di migliorare il dialogo tra paziente e struttura medica. L'obiettivo è replicare il progetto anche nell'ambito della radioterapia, su cui sta lavorando la dottoressa Merlotti.

La dottoressa Anna Merlotti, responsabile della radioterapia, ha ricordato come la presenza della LILT nelle sale d'attesa, con un semplice servizio di tè e caffè, riesca a creare uno spazio di normalità nel contesto ospedaliero, evidenzando quanto le azioni apparentemente più piccole siano di grande importanza nei percorsi di cura tanto impegnativi, così come lo può essere anche il servizio di autisti volontari, che allevia una famiglia già gravata da un peso enorme, togliendole il problema del trasporto.

Il dottor Giorgio Giraudo ha raccontato come la collaborazione con la LILT sia nata quasi per caso, da un incontro fortuito con Emma, referente dell'associazione. Da quella 'coincidenza' è scaturita la possibilità di rimettere in sesto il percorso dermochirurgico, offrendo risposte più esaustive ai pazienti.

A chiudere l'incontro è stato il dottor Lauria, direttore sanitario, che ha sottolineato la capacità della comunità di legarsi attorno ai bisogni dei pazienti oncologici con obiettivi concreti: limitare i danni della terapia, migliorare la qualità del tempo trascorso nei luoghi di cura, rendere quei luoghi abitati da una presenza umana autentica.

La cerimonia si è chiusa con la consapevolezza condivisa che il lavoro fatto è solo un punto di partenza: LILT e Ospedale S. Croce e Carle guardano insieme ai prossimi mesi con l'intenzione di rafforzare ulteriormente un modello di cura che mette al centro, sempre e comunque, la persona.

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