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Attualità | 17 marzo 2026, 06:02

DL "Sicurezza" e coltelli pieghevoli, Cai Cuneo rassicura gli amanti della montagna

Dopo le critiche del Cai Alto-Adige sulle nuove restrizioni, per Cuneo nessun allarme: "Scout ed escursionisti hanno motivi validi, basta trasportare l'attrezzo nello zaino"

DL "Sicurezza" e coltelli pieghevoli, Cai Cuneo rassicura gli amanti della montagna

La modifica del nuovo Decreto-Legge "Sicurezza" approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 febbraio ha sollevato una reazione di polemiche da parte del Club Albino Italiano Alto-Adige, che ha definito l'intervento "un'assurdità" che rischia di creare disagi per chi frequenta la montagna, tra escursionisti e fungaioli.

La modifica alla legge n. 110/75 in maniera di armi e strumenti atti ad offendere ha introdotto nuove soglie dimensionali, l'estensione dei divieti e un'inasprimento delle sanzioni: particolarmente colpiti risultano i coltelli pieghevoli, con apertura a scatto e apribili con una mano, che presentano una lama a punta acuta più lunga di 5 cm, di cui è vietato il porto, anche con giustificato motivo, fuori dalla propria abitazione. Per i trasgressori la pena prevista è la reclusione in carcere da 1 a 3 anni.

Invariate rimangono le disposizioni in merito ai coltelli a lama fissa, per cui viene ridimensionata soltanto la pena: se si viene scoperti a portare un coltello eccedente gli 8 cm di lunghezza la condanna prevista è la reclusione da 6 mesi a 3 anni, senza contare le sanzioni accessorie, che possono sospendere fino a un anno il porto d'armi o la patente di guida.

Quel che sembra aver "sconcertato" il Cai Alto-Adige, però non suscita preoccupazioni per il Cai Cuneo, che comprende anche le sottosezioni di Borgo San Dalmazzo, Busca e Dronero, e promuove attività nelle montagne cuneesi, senza contare l'impegno di sicurezza in ambiente montano (anche innevato), tutela dell'ambiente, manutenzione dei sentieri e valorizzazione del patrimonio montano locale.

"Lo spirito della legge è quello di vietare i coltelli con chiusura a scatto e con la lama troppo lunga. Quello che rimane fondamentale è distinguere tra porto e trasporto, dove per porto si intende avere il coltello in tasca, alla cintura, o comunque accessibile e a portata di mano, mentre il trasporto, per esempio in uno zaino, rimane consentito", spiega Paolo Salsotto, presidente della sezione cuneese del Club alpino italiano. "Inoltre, la vera discriminante sta nel giustificato o ingiustificato motivo, ma per questo servirebbe un'interpretazione di legge più ufficiale da parte delle autorità competenti, perché chi va in montagna, come i boy scout o chi fa le gite con il Cai, è abbastanza giustificato".

L'opinione del Cai Cuneo sembra rassicurare i frequentatori delle montagne sugli allarmismi lanciati dalla sede altoaltesina, invitando gli escursionisti a riporre i coltellini a scatto negli zaini, una necessità per chi pratica attività outdoor, dove certi strumenti rappresentano da sempre un'attrezzatura essenziale per la sicurezza in ambiente montano.

Daria Abashkina

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