Dopo la lettera di una mamma che lamentava l'uso delle aule scolastiche come seggio elettorale per il prossimo referendum (LEGGI QUI), giunge alla nostra redazione un'altra segnalazione sul tema:
La Costituzione Italiana, nel garantire l’istruzione come diritto fondamentale e dovere sociale, recita testualmente all’art. 34: “La scuola è aperta a tutti”. Peccato però che molti alunni di tutta Italia (e con essi le loro famiglie), nelle giornate in prossimità del prossimo referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, troveranno i cancelli chiusi per l’allestimento dei seggi elettorali.
Per quanto riguarda in particolare Cuneo, gli istituti sede di seggio saranno chiusi già da venerdì 20 marzo fino a martedì 24 marzo compresi. Ciò non solo compromette la regolare prosecuzione della programmazione scolastica ma mette in difficoltà molte famiglie, soprattutto con figli minorenni, che si devono arrabattare alla ricerca di una soluzione per tamponare il buco scolastico.
Siamo nel 2026: è possibile che non si possa individuare una soluzione che permetta di tutelare entrambi i diritti fondamentali, quello del voto e quello dell’istruzione? Sul territorio comunale, non esistono altri spazi, pubblici o privati, che nel rispetto delle norme di legge, possano ospitare i seggi elettorali?
Nel corso degli anni sono stati stanziati appositi fondi per cercare delle soluzioni alternative ma purtroppo, come riporta il sito web “Cittadinanzattiva”, in Italia l’88% dei seggi è ancora allestito nelle scuole.
Non sarebbe bello che il Comune di Cuneo iniziasse a muovere i primi passi in tal senso al fine di promuovere “lo sviluppo ed il progresso civile, sociale, economico e culturale” come previsto dall’art. 1 del suo Statuto?
Barbara Origlia, Cuneo