Attualità - 18 marzo 2026, 06:07

Tra Alba e Grinzane, il tartufo torna a farsi paesaggio e "sinonimo di cura e costanza"

Dalle ipotesi di tartufaia didattica al Parco Tanaro all’esperienza già avviata a Grinzane Cavour: il filo verde della tutela passa dalla terra e dal tempo

La tartufaia inaugurata a Grinzane

C’è un tempo lungo, quasi invisibile, che attraversa i territori delle Langhe. È il tempo del tartufo, che non si misura in stagioni ma in anni, in equilibri delicati tra uomo e natura. Ed è proprio su questo tempo che oggi si innestano nuove progettualità, tra Alba e Grinzane Cavour, con un obiettivo comune: riportare il tartufo dentro una visione attiva del paesaggio.

Ad Alba, nell’ambito delle riflessioni sul Parco Tanaro, prende forma l’ipotesi di una tartufaia didattica. Un’idea che non nasce come intervento isolato, ma come possibile risposta alla gestione e alla valorizzazione di alcune aree verdi urbane.

L’assessore all’Ambiente Roberto Cavallo chiarisce il senso di questo percorso: “Stiamo lavorando con le associazioni di tartufai per ipotizzare la realizzazione di una tartufaia didattica. È un progetto che può aiutarci anche nella gestione di alcune aree verdi, che rappresentano sempre una sfida dal punto di vista manutentivo”.

L’ipotesi è ancora in fase di costruzione e si muove su più fronti. Da un lato ci sono le aree del Parco Tanaro, dove sono in corso valutazioni anche sulla disponibilità dei terreni; dall’altro emerge l’attenzione per spazi già esistenti ma oggi poco valorizzati, come il Parco delle Terrazze, uno spazio ampio, segnato da camminamenti e strutture realizzate negli anni passati e oggi bisognose di una nuova visione.

“Stiamo ragionando su più possibili localizzazioni – prosegue Cavallo – e allo stesso tempo stiamo cercando di coinvolgere i diversi soggetti del territorio. L’idea è quella di costruire un progetto condiviso, perché solo così può avere una prospettiva reale”.

Il riferimento non è soltanto tecnico, ma anche metodologico: mettere insieme competenze, esperienze e presenze già attive per dare continuità a un intervento che, per sua natura, richiede tempo.

Se ad Alba il progetto è ancora in evoluzione, a Grinzane Cavour una strada simile è già stata intrapresa.

Lungo la provinciale che conduce al castello, è stata recentemente ampliata una tartufaia a libera ricerca, con la piantumazione di nuove piante micorizzate che si aggiungono a quelle già messe a dimora negli anni scorsi. Un intervento che guarda lontano, sia in termini ambientali sia culturali.

Il sindaco Gianfranco Garau sottolinea il valore di questa scelta: “La tartufaia è un progetto importante perché punta a salvaguardare il tartufo bianco attraverso la messa a dimora di nuove piante. È un investimento che richiede tempo, ma che riteniamo fondamentale per il futuro del territorio, un gesto che è sinonimo di cura e costanza”.

La scelta dell’area non è casuale. Si tratta di uno dei pochi spazi verdi pubblici disponibili, in un contesto dove la pressione urbanistica ha progressivamente ridotto le superfici libere. Da qui la volontà di coniugare tutela e valorizzazione.

“Ci sembrava giusto intervenire proprio su uno degli spazi pubblici a disposizione – aggiunge Garau – valorizzandolo attraverso il prodotto simbolo del nostro territorio”.

Il progetto ha coinvolto più realtà locali, tra cui l’Associazione Tartufai di Alba, e si apre anche a una dimensione educativa. Tra le prospettive c’è infatti il coinvolgimento delle scuole, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni una cultura del territorio legata alla cura e alla conoscenza.

d.v.