Le difficoltà poste dalla generosa accoglienza dei profughi ucraini stanno diventando insostenibili per le finanze statali di vari Stati europei. E anche per la narrativa ufficiale. Come riferisce il sito Strumenti Politici, per molti politici continentali è imbarazzante propagandare l’immagine degli ucraini eroici quando molti di loro preferiscono disertare il fronte o fuggire all’estero prima di essere arruolati.
La mobilitazione ha generato più renitenti che soldati effettivi e questo è un problema soprattutto per Zelensky.
Il Paese che oggi mantiene il maggior numero di rifugiati ucraini è la Germania, con 1,26 milioni su un totale di 4 milioni e mezzo. E gli arrivi sono aumentati fra dicembre e gennaio.
Il cancelliere Merz aveva chiesto lo scorso autunno a Zelensky di frenare le uscite, specialmente fra i maschi in età militare. Di questi ultimi infatti c’è disperatamente bisogno nell’esercito, mentre in Europa aumentano le statistiche della disoccupazione o creano disagi al budget dell’assistenza sociale.
Ne ha parlato anche il presidente della Baviera Markus Söder, che ha lanciato alla UE la proposta di un tetto massimo alla protezione umanitaria qualora Kiev non riesce autonomamente a diminuire la fuga. Il secondo partito della Germania, Alternative für Deutschland, denuncia a chiare lettere le perdite che lo welfare nazionale subisce a causa degli ucraini e qindi il danno che ne deriva ai cittadini tedeschi.
Anche il parlamentare della CDU Alexander Throm evidenzia come i soggetti alla mobilitazione debbano stare in patria e non dentro l’assistenza sociale tedesca. Chiede altresì “un’equa ridistribuzione dei rifugiati ucraini in Europa”, dopo che vi era stato un allentamento delle restrizioni la scorsa estate e un afflusso enorme verso Germania e Polonia.
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