Attualità - 19 marzo 2026, 13:38

Seggi a scuola, la sindaca di Cuneo risponde: "Non ci sono spazi alternativi che rispondano ai criteri di legge"

Questi criteri sono la capillarità, la sicurezza e accessibilità degli spazi e le dimensioni adeguate

Referendum e scuole chiuse perché sede di seggi. 

Se ne parla da anni sul perché non si trovino alternative. La questione è stata sollevata da alcuni lettori, che ci hanno scritto. Una di loro si è rivolto direttamente alla sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, che ha inviato una replica.

La pubblichiamo

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Gentile signora Tomatis,

quando si arriva alla data di una tornata elettorale o referendaria, come quella in arrivo per il 22-23 marzo, i cittadini, mamme soprattutto, comprensibilmente sollevano il tema della collocazione dei seggi elettorali nelle scuole, che genera la sospensione delle lezioni, con evidenti e condivise ricadute problematiche sia per le conseguenze in termini di accudimento dei figli più piccoli e sia per l’impatto didattico e scolastico in un periodo in cui ci si avvicina alla fine dell’anno di lezioni. 

Lo è per i genitori del 2026 come lo è stato per me in passato, quando le mie figlie erano in età scolastica, quindi comprendo perfettamente. Provo a spiegare le ragioni per cui la nostra, come la quasi totalità delle amministrazioni comunali, ripiegano sulle scuole come seggi elettorali.

Questo uso risponde infatti a un preciso obbligo di legge, non in sé (la legge non obbliga a usare le scuole), ma per i criteri che la legge pone e che fa ricadere la scelta prioritariamente su edifici scolastici, comunali o di altri enti pubblici.

I criteri che devono essere rispettati sono infatti la capillarità territoriale, intesa come prossimità dei seggi ai cittadini, ivi compreso coloro che risiedono nelle aree rurali, come le nostre frazioni; la sicurezza, intesa come la garanzia della continuità della vigilanza da parte delle forze dell'ordine, assicurando al personale locali di presidio idonei, suddivisi per sesso e provvisti di servizi igienici adeguati; l’accessibilità, intesa come la garanzia della presenza di percorsi privi di ostacoli, supportati da una segnaletica chiara che indichi gli accessi facilitati; e infine le dimensioni adeguate, intese come la disponibilità di spazi adeguati per permettere a tutti gli attori (elettori, scrutatori e forze dell'ordine) di muoversi senza impedimenti tecnici o rischi per la privacy.

Sin dal periodo del COVID l’Amministrazione comunale, consapevole delle difficoltà organizzative che tali chiusure comportano, ha valutato la possibilità di utilizzare spazi alternativi, rispettosi di requisiti previsti dalla legge e idonei a garantire la regolarità delle operazioni elettorali. 

Non siamo fino ad ora riusciti a ricostruire una geografia complessiva dei seggi, che li possa ricollocare territorialmente. Ogni spostamento comporta un lungo iter normativo che si intraprende a fronte di una possibilità di ridisegnare la mappa territoriale dei seggi elettorali e che siamo ben disposti a intraprendere non appena saremo riusciti a identificare un piano complessivo di ricollocamento efficace.

Comprendo quindi il disagio che spesso sfocia in irritazione. Spero di aver fatto comprendere la complessità di questa situazione che è tale non per superficialità o trascuratezza nei confronti delle istanze delle famiglie e spesso anche degli insegnanti, ma per la pluralità di elementi che concorrono a questo stato di fatto.

Con cordiali saluti

Patrizia Manassero


 

redazione