Politica - 19 marzo 2026, 11:50

Luigi Genesio Icardi: "La neurochirurgia cuneese modello per l’intera regione”

Il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale tra gli ospiti dell’incontro organizzato presso il Centro Incontri della Provincia dall'associazione L'Albero dell'Amicizia

Chi è il neurochirurgo? Cosa fa, con chi lavora e perché non c'è in tutti gli ospedali?

Sono alcune delle domande alle quali il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Luigi Genesio Icardi, ha dato una risposta, intervenendo all’incontro dal titolo "Neurochirurgia questa sconosciuta!", organizzato ieri pomeriggio, mercoledì 18 marzo, presso il Centro Incontri della Provincia di Cuneo dall'associazione L'Albero dell'Amicizia.

Insieme a lui, il dottor Michele D'Agruma, direttore del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, insieme al suo staff, ha accompagnato il pubblico in sala in un percorso alla scoperta di questo ramo specialistico della medicina, che rappresenta un’eccellenza per l’intero territorio regionale.

La presa in carico dei pazienti neurochirurgici – riferisce Luigi Icardi- è garantita massimamente da quegli ospedali nei quali la multidisciplinarietà e la collaborazione tra i dipartimenti, assicurano ai pazienti la tempestività del trattamento per patologie tempo-dipendenti, ovvero quelle condizioni cliniche per le quali il tempo di cura influisce direttamente sull’esito, quali ad esempio l’ictus cerebrale, l’arresto cardiaco improvviso e i gravi traumi.

Il modello organizzativo della rete ospedaliera, denominato Hub & Spoke, adottato anche dal Piemonte a seguito dell’emanazione del Decreto Ministeriale 70/2015, rappresenta in neurochirurgia l’organizzazione della rete sanitaria e assistenziale per patologie complesse ad alto rischio, come quelle neurochirurgiche, distinguendo i presidi ospedalieri tra centri ad alta specializzazione e presidi periferici.

Gli ospedali come il Santa Croce e Carle di Cuneo, definiti “hub”, garantiscono la massima complessità di cura, dispongono di terapie intensive dedicate e operano H24.

Grazie alla concentrazione delle casistiche cliniche più complesse - prosegue Icardi- è stata incentivata l’associazione positiva tra alti volumi erogativi delle prestazioni sanitariee qualità clinica adeguata a rispondere efficacemente al fabbisogno di salute della popolazione.

Inoltre, questo modello Hub&Spoke per le patologie tempo-dipendenti, si è dimostrato un efficace punto di forza nella gestione della fase emergenziale, dopo avere passato il vaglio della sua applicazione anche durante la pandemia da Covid-19.

In quel momento, infatti, l’offerta chirurgica è stata forzatamente ridotta a favore di quella medica ma è maturata maggiormente la consapevolezza dell’importanza della multidisciplinarietà, dell’integrazione multi-professionale e della programmazione per affrontare le patologie che richiedono interventi ad alta intensità di cura.

La rete ospedaliera piemontese - conclude Icardi - è dotata di centri specializzati di eccellenza e da presidi ospedalieri con professionisti competenti e motivati per intervenire a seconda dei vari livelli di complessità.

Considerando che l’ospedale è l’organizzazione aziendale più complessa per tutte le sue numerose articolazioni e dato l’incremento dell’offerta di prestazioni sanitarie del 30% dopo la pandemia da covid-19, è innegabile che il Sistema Sanitario Regionale stia rispondendo alle sfide attuali con determinazione, competitività e qualificata esperienza di tutti i professionisti che lo compongono”.

C. S.