Si è chiuso con un'assoluzione perché "il fatto non costituisce reato" il procedimento penale instaurato in Tribunale a Cuneo per far luce sull'incidente stradale in cui perse la vita Bruno Roà.
Il sinistro mortale avvenne il 23 settembre 2023 lungo la Strada Statale 28 a Ceva, in località Infermiera, al confine con il territorio di Lesegno.
Settantaduenne, nativo di Roburent e molto conosciuto in zona, Roà era stato sindaco di Castellino Tanaro, suo paese di residenza, dal 2004 al 2009 e poi nuovamente dal 2009 al 2014. Maresciallo degli Alpini in pensione e vicepresidente vicario della sezione Ana di Ceva, lasciò la moglie e due figli.
Sullo schianto mortale, la Procura di Cuneo aveva aperto un fascicolo a carico del conducente della Golf, E.Z.E.H., un uomo di origini marocchine, assistito dall’avvocato Fabrizio Di Vito.
L’accusa era quella di omicidio stradale. La famiglia della vittima era costituita parte civile con l’avvocato Marco Badino.
Stando a quanto ricostruito, Roà viaggiava sulla sua Fiat Panda in direzione Ceva quando avvenne lo schianto contro la Volkswagen Golf dell’imputato, che proveniva dalla direzione opposta, quindi verso Lesegno. “Andavo piano - ha spiegato in aula E.Z.E.H. -. Lui mi è venuto addosso. Io non ho visto più nulla perché è scoppiato l’airbag”.
Secondo la Procura, che ha chiesto una condanna a due anni di reclusione, sarebbe stato il conducente della Golf a invadere la corsia della Panda. Circostanza, questa, che sarebbe avvalorata anche dal posizionamento in cui vennero trovate le auto e i danni subiti. Di contro, invece, la difesa ha sostenuto che sia stato Roà a invadere l’altra corsia, forse, per un malore o un colpo di sonno. Il punto centrale del procedimento ha infatti riguardato l'individuazione del punto d'urto. Per il giudice, infatti, era necessario nominare un altro perito. L'esperto, sentito in udienza, ha affermato che non sarebbe stato possibile determinare l'esatto punto d'urto, ma dalla posizione finale delle due vetture è molto improbabile che fosse la Fiat Panda dell'imputato ad aver invaso la corsia su cui viaggiava la vittima.