Lo stato avanzamento lavori sull'ex Caserma Montezemolo di Cuneo torna in Consiglio comunale, con l'interpellanza del consigliere di “Cuneo Mia” Claudio Bongiovanni.
Ci si era lasciati con l'ultima commissione consiliare congiunta tra la II e la IV del 17 febbraio scorso in cui gli assessori Spedale e Tomatis, insieme alle ditte incaricate dei lavori e della progettazione del sito hanno relazionato lo stato di avanzamento della riqualificazione.
Occasione nella quale era stato reso noto anche BUM, acronimo di Bosco Urbano Montezemolo, il nuovo nome scelto da oltre mille persone con un sondaggio online.
L'obiettivo individuato consiste nel trasformare un'area militare chiusa in un parco pubblico aperto, fungendo da "campo base" e punto di raccordo tra la città e la montagna.
Una sessione lavori con gli amministratori presenti alle commissioni propedeutica a un sopralluogo richiesto anche dai consiglieri, che dovrebbe tenersi nel mese di marzo.
Per una maggiore comunicazione sui progetti per l'area oltre ad aver installato delle grafiche sulle recinzioni del cantiere ("Lo sai che è qui?") è stato lanciato il nuovo sito https://boscourbanomontezemolo.it/. Consultandolo è possibile accedere ai dati specifici sulla rigenerazione ambientale.
Saranno circa 31.800 i mq restituiti alla città, di cui oltre 17.500 a prato, dove 102 alberi esistenti sono stati preservati, a cui si aggiungeranno 100 nuove alberature. Si stima che le nuove piante permetteranno lo stoccaggio di circa 46.700 kg di CO2.
Sarà presente un'area eventi di 7.800 mq e percorsi ciclopedonali che collegheranno il quartiere al Parco Parri. A tal proposito una novità rilevante emersa durante la discussione è stata la volontà di abbattere il muro di cinta che separa l'ex caserma dal Parco Parri. Questa scelta mira a creare un continuum verde di circa 100.000 mq totali, eliminando barriere fisiche e favorendo la mobilità dolce tra le due aree.
In quanto all'abbattimento degli alberi e le sue motivazioni come richiesto dai consiglieri in aula, è stato chiarito che gli abbattuti sono stati 175, di cui 76 oltre gli 11 metri e 74 tra i 21 e 30 metri. Molte piante erano specie alloctone o invasive (nella "blacklist" regionale), altre erano pericolanti per mancata manutenzione negli ultimi 25 anni, o incompatibili con le nuove quote del terreno.
“Ancora prima – si legge nel documento di Bongiovanni - , nel novembre 2024 sempre in risposta ad un’interpellanza l'assessore Spedale ci aveva informato rispetto a una possibile perizia di variante e a un consolidamento strutturale del fabbricato. Inoltre di una VTA (valutazione di stabilità degli alberi) su 102 alberi con operazioni ripetute fino a fine lavori. Avevamo anche chiesto informazioni relativamente al nuovo marciapiede esterno lungo corso Francia occupato per buona parte da una recinzione”.
La parola passa dunque agli assessori competenti chiamati a rispondere nel prossimo Consiglio Comunale del 24 e 25 marzo.