In occasione della Giornata mondiale dell'acqua, arrivano i nuovi dati del 21° Rapporto sul servizio idrico integrato curato dall'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, che offrono una fotografia dettagliata della situazione in Piemonte e nei singoli capoluoghi di provincia.
A Cuneo, la spesa media annuale per la bolletta idrica nel 2025 si attesta a 508 euro, ipotizzando un consumo di 182 metri cubi l'anno per una famiglia tipo di tre persone. Un dato che supera la media regionale di 467 euro e si avvicina ai livelli di Torino (530 euro) e Biella (532 euro), i capoluoghi più cari della regione. Rispetto al 2024, la bolletta cuneese è cresciuta del 5,8%, un incremento superiore alla media piemontese del 4,1% ma inferiore a quello di Torino, che segna il dato più alto della regione con un +9,4%. Sul fronte opposto, Novara e Verbania restano i capoluoghi più economici, con una spesa di 405 euro e nessuna variazione rispetto all'anno precedente.
Il confronto con il dato nazionale evidenzia come il Piemonte si collochi al di sotto della media italiana, ferma a 528 euro a famiglia, con un incremento del 5,4%. A livello nazionale, il capoluogo più caro resta Frosinone con 973 euro annui, mentre Milano è il più economico con appena 203 euro.
Sul fronte della dispersione idrica, Cuneo si posiziona tra le situazioni più critiche della regione: secondo gli ultimi dati Istat disponibili, relativi al 2022, le perdite idriche nel capoluogo raggiungono il 31,5%, in linea con Novara ma al di sopra della media piemontese del 29,1%. Il dato più preoccupante a livello regionale riguarda Verbania, dove la dispersione tocca il 43%, mentre la situazione migliore si registra ad Asti con il 19,2%. La media piemontese, pur inferiore a quella nazionale del 42,4%, lascia comunque aperta la questione di una rete idrica che disperde quasi un terzo dell'acqua immessa.