Attualità - 22 marzo 2026, 09:11

Elsa Fornero a Cherasco: "Italia a rischio, servono investimenti sui giovani e più occupazione femminile"

La ex ministra del Lavoro ospite della serata Interclub Rotary dell'area Alba Langhe, Roero e Monviso: un'analisi lucida e preoccupata su debito pubblico, declino demografico e instabilità geopolitica davanti a 120 soci dei club cuneesi

Giovedì 19 marzo alle ore 19:45, presso il ristorante Porta delle Langhe di Cherasco, si è tenuta la serata Interclub dei Rotary Club dell’area Alba Langhe e Roero e Monviso con relatrice Elsa Fornero, tema “Poca crescita, tanto debito e scenari geopolitici impazziti. Come possono salvarsi l’Unione Europea e l’Italia?”, organizzata in maniera impeccabile dal club di Bra. I club partecipanti sono stati tutti quelli delle aree Alba Langhe e Roero e Monviso, cioè Bra, Alba, Canale Roero, Cuneo 1925, Mondovì, Porta delle Alpi, Saluzzo e Savigliano, tutti in una sala gremita per una conferenza che affrontava temi importantissimi riguardante le sfide cruciali di crescita, debito e instabilità geopolitica, aiutando a comprendere quali strategie possano garantire un futuro sostenibile all’Unione Europea e all’Italia.

Elsa Fornero è un'economista di fama internazionale, un’insegnante universitaria e ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal novembre 2011 all’aprile 2013 nel governo Monti.

Presenti alla conferenza l’economista Mario Deaglio (marito di Elsa Fornero), il governatore del Distretto 2032 Luigi Gentile, i presidenti dei club Alberto Di Caro (Bra), Piera Arata (Alba), Daniel Gallina (Cuneo 1925), Roberto Bresciano (Mondovì), Paola De Rosi (Savigliano), Alessandra Moretti (Rotaract Alba Langhe e Roero); presenti anche il sindaco di Bra Giovanni Fogliato, il sindaco di Savigliano Antonello Portera, il tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri Tommaso Gioffreda, il presidente dell’Accademia Albertina e socio onorario del Rotary Club Savigliano Giovanni Quaglia, Federico Della Rossa (tesoriere del Distretto 2032), Enrica Culasso (assistente del governatore del distretto 2032), Roberto Viale (Direttore Finance Alstom Italia) e Gianna Ghiazza Davico (Presidente Inner Wheel Mondovì).

 

[In foto Alessandra Moretti, Piera Arata, Elsa Fornero e Luigi Gentile]

La interessantissima relazione della professoressa Fornero ha espresso una forte preoccupazione per il futuro economico e sociale dell’Italia, caratterizzato da bassa crescita, alto debito pubblico e instabilità geopolitica. Un punto centrale è il declino demografico: secondo le stime, il Paese potrebbe perdere fino al 35% della forza lavoro nei prossimi anni, con una drastica riduzione dei giovani e un aumento della popolazione anziana. Questo squilibrio rischia di far diminuire il reddito pro capite, soprattutto se non si interviene con politiche efficaci e puntuali.

La crescita economica dipende da due fattori principali: il numero di lavoratori e la loro produttività. Poiché la forza lavoro è destinata a ridursi, l’unico modo per compensare è aumentare la produttività. Tuttavia, in Italia i salari reali sono stagnanti da circa venticinque anni e gli investimenti, pur sostenuti anche dal PNRR (200 miliardi dall’UE), richiedono tempo per produrre risultati. Innovazione tecnologica, infrastrutture (soprattutto digitali) e miglioramento del capitale umano sono quindi elementi chiave per rilanciare la produttività.

Un altro tema cruciale è la condizione dei giovani: pochi, poco supportati e spesso penalizzati. In Italia ci sono meno asili nido che negli altri paesi europei, si evidenzia inoltre molta fragilità tra i giovani e cure familiari spesso non adeguate, in particolare nella fascia più bassa della popolazione. Elsa Fornero ha citato il modello del ciclo di vita dell’economista premio Nobel Franco Modigliani, insistendo sul fatto che esso comincia con la nascita, ma i primi anni sono fondamentali e bisogna investire in essi. L’Italia investe poco su istruzione e formazione, ha pochi laureati e un alto tasso di abbandono scolastico. I giovani affrontano precarietà lavorativa, bassi salari e scarse prospettive di carriera, mentre la spesa pubblica è fortemente sbilanciata verso le pensioni. A ciò si aggiungono problemi come la bassa occupazione femminile, l’aumento dei NEET (giovani che non studiano e non cercano lavoro) e difficoltà di accesso alla casa, aggravando le disuguaglianze generazionali. In particolare, il problema della scarsa occupazione femminile genera, rispetto agli altri paesi, una crescita minore: infatti, il tasso di occupazione femminile è appena del 50% in media italiana, ma con record negativi al Sud del 30%. Questo è dovuto soprattutto a un problema culturale, non si dà valore sociale all’indipendenza economica delle donne come premessa di libertà, con le conseguenze anche tragiche che vediamo ogni giorno.

Infine, Elsa Fornero ha evidenziato la necessità di affrontare il debito pubblico elevato (creando un avanzo annuale) e l’evasione fiscale (che nel 2025 si è aggirata intorno ai 100 miliardi di euro), oltre a rafforzare la cooperazione europea e la credibilità dell’Italia nell’UE. Tra le possibili soluzioni: investire nei giovani, aumentare l’occupazione (soprattutto femminile), sostenere la produttività e difendere i valori democratici. Quest’ultimo tema, che può sembrare scontato, è diventato sempre più importante in questo periodo di instabilità geopolitica e di conflitti.

Il messaggio conclusivo è che il futuro richiede responsabilità collettiva: le risorse e il benessere non appartengono solo al presente, ma devono essere preservati per le generazioni future.

La conferenza è stata molto interessante e ha portato a molte riflessioni: si è trattato di una serata speciale e partecipata, in pieno spirito rotariano, che ha visto la presenza di 120 soci provenienti da tutti i club Rotary della provincia di Cuneo.

cs