Dal Consiglio provinciale a quello comunale di Cuneo, ora l'ordine del giorno per la tutela della castanicoltura legata al delicato tema degli abbruciamenti regolati da relativa normativa regionale è stato approvato all'unanimità anche nella seduta di ieri sera, martedì 24 marzo.
I castanicoltori hanno espresso la volontà di costituire un comitato per un confronto tra i vari attori interessati, dai produttori ai Comuni e alla Regione Piemonte. Su questa premessa i consiglieri comunali dei gruppi Partito Democratico, Cuneo solidale democratica, Cuneo civica, Gruppo misto di maggioranza e Centro per cuneo lista civica hanno chiesto l'impegno della sindaca e della giunta a promuovere questa iniziativa volta a mappare le aree castanicole provinciali e le zone a maggiore criticità idrogeologica; riconoscere il valore agricolo, economico e paesaggistico del settore; rappresentare alla Regione le criticità generate dalle limitazioni agli abbruciamenti previste dal PRQA, proponendo deroghe o rimodulazioni tecniche compatibili con le esigenze dei castagneti tradizionali, valutare l'impatto idrogeologico derivante dalla mancata gestione dei residui vegetali e definire strategie condivise di prevenzione e mitigazione.
Se su piazza Europa e il destino dei cedri il clima in via Roma ha infuocato nuovamente l'assemblea, la castanicoltura ha messo tutti d'accordo e riunito i banchi della maggioranza e quelli dell’opposizione. Con l'approvazione dell'ordine del giorno, il Consiglio comunale ha acceso i riflettori su un settore agricolo che definisce l’identità stessa delle vallate cuneesi, ma che oggi attraversa una crisi senza precedenti tra siccità e parassiti.
Il dibattito è stato aperto dalle consigliere Claudia Carli (Pd) e Carla Santina Isoardi (Pd) nel presentare l'oggetto evidenziando come anche “la Città di Cuneo ritiene fondamentale sostenere la secolare vocazione castanicola di questo territorio, l'importanza di questo frutto, così identitario del nostro territorio, trova conferma nella quasi centenaria Fiera, oggi nazionale, del Marrone che nel mese di ottobre attira un pubblico sempre più ampio e transfrontaliero alla ricerca dell'autenticità di questo prodotto”. Sono poi seguiti gli interventi dei consiglieri Paolo Armellini (Indipendenti), Franco Civallero (Forza Italia), Elio Beccaria (Cuneo Civica) e Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), che hanno confermato come si tratti di un patrimonio identitario imprescindibile e per questo da difendere. Il messaggio è stato univoco: il castagno non è solo un albero da frutto, ma un baluardo contro il dissesto idrogeologico.
"L'abbandono dei castagneti in quota è una ferita per il territorio" è emerso. Un appello tradotto poi nella richiesta accolta di impegnare il Comune a farsi portavoce presso la Regione per sbloccare i fondi pubblici come il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) destinati al recupero dei castagneti degradati.
In una serata segnata da forti tensioni urbanistiche, la "questione castagno" ha rappresentato una rara parentesi di pragmatismo.