Cautela, ma senza rinunciare alla fiducia e all'ottimismo che, da sempre, contraddistinguono la realtà produttiva della provincia di Cuneo e soprattutto chi la rappresenta.
E' questa l'immagine che restituisce l'ultima indagine congiunturale di Confindustria Cuneo. La prima indagine "ai tempi della guerra in Iran".
La resilienza del sistema industriale piemontese è evidente nei risultati delle previsioni per il secondo trimestre 2026, che si è svolta nel mese di marzo raccogliendo le valutazioni di oltre 1.200 imprese manifatturiere e dei servizi piemontesi.
Dopo i segni di raffreddamento del clima di fiducia nei tre precedenti trimestri, le imprese piemontesi tornano a guardare avanti con un misurato ottimismo.
n particolare, su molti indicatori sono di nuovo favorevoli le attese nel manifatturiero, mentre si evidenzia una maggiore prudenza tra i servizi. Scende il ricorso alla cassa integrazione con un tasso di utilizzo delle risorse ampiamente espansivo.
Le imprese associate a Confindustria Cuneo, a loro volta tornano, finalmente, a guardare al futuro in chiave cautamente positiva, dopo tre trimestri caratterizzati da indicatori qualitativi sfavorevoli, anche nel confronto con la media regionale. Nel manifatturiero le attese sui principali indici di previsione, ancora negative a dicembre, recuperano terreno e, in alcuni casi, ritrovano il segno “più”, mentre i servizi, a dispetto di un quadro complessivo ancora favorevole, evidenziano rilevanti segnali di raffreddamento che andranno monitorati nelle settimane a venire.
Ma c'è grande, anzi grandissima preoccupazione per i costi energetici, delle commodities e dei trasporti. Elementi che mettono un freno agli investimenti.
E' stato il presidente Mariano Costamagna ad introdurre la presentazione dei dati, evidenziando come si stia vivendo un momento di forte instabilità a livello mondiale.
"Il 2025 si è chiuso meglio di come si prevedesse ad inizio anno. Se nei primi mesi di quest'anno abbiamo assistito ad un graduale miglioramento nella fiducia delle famiglie e delle imprese, lo scoppio della guerra ha raffreddato questo miglioramento. I danni della guerra si riflettono sulla capacità produttiva e sulla tenuta della politica monetaria", ha spiegato, evidenziando come ciò che sta accadendo e la schizofrenia delle decisioni a cui tutti assistiamo, creano inquietudine negli imprenditori.
Inquietudine che riguarda anche i mercati finanziari, come ha sottolineato il vicepresidente Bartolomeo Salomone.
"Fare impresa è un atto di fiducia continuo nei confronti del futuro, in particolare in presenza di elementi di pianificazione e programmazione. Nel contesto attuale questo è impossibile. Si tratta di una situazione volatile a livelli ormai incontrollati, che rendono i mercati nervosi e aprono la strada alle condizioni di rischio".
Il riferimento è alle grandi crisi finanziarie del 2008 e del 2012. E al rischio di speculazioni, attività molto pericolose per i mercati, anche per l'assenza di norme che le governino.
"Siamo sull'orlo di una crisi di sistema - ha spiegato Salomone, evidenziando come il debito pubblico americano e il provate credit siano delle potenziali bombe per l'intero sistema, che potrebbero aprire una nuova crisi sistemica e finanziaria a livello globale. Ma al momento prevale la speranza anche se, ha detto, "avere fiducia oggi è particolarmente difficile".
LE PREVISIONI
Sono state illustrate dalla direttrice Giuliana Cirio e dalla responsabile del Centro Studi dii Confindustria Cuneo Elena Angaramo.
Nel secondo trimestre 2026 il manifatturiero cuneese mostra un clima in miglioramento: produzione e ordini totali recuperano (saldi a 0% e +4,8%), mentre cala fortemente la quota di imprese che prevede una diminuzione dell’attività (dal 24,1% al 13,3%). L’export resta negativo ma risale (-2,1%).
Il tasso di utilizzo degli impianti cresce al 76,8%. Migliorano anche le prospettive occupazionali: il saldo sale al 9%, con il 14,5% di imprese che prevede assunzioni. Di conseguenza, il ricorso alla cassa integrazione scende dal 9,1% al 4,3%.
Frena invece la propensione agli investimenti: le aziende che prevedono spese significative scendono al 18,2% (dal 25,7%). Pesano i forti timori sui costi: prevedono aumenti il 75,2% per le materie prime, l’82,3% per trasporti e logistica e l’84% per l’energia.
Il carnet ordini resta orientato al breve, ma migliora la visibilità: crescono le imprese con ordini oltre i 6 mesi (20,9%). Aumentano i ritardi nei pagamenti (25,5%), con tempi medi di 71 giorni (74 per la PA).
Settori manifatturieri:
• Metalmeccanica: produzione +1,9%, occupazione +9,4%, export in recupero
• Alimentare: clima positivo (produzione e ordini +3,3%), export negativo (-6,9%)
• Edilizia: forte recupero (produzione +11,8%, ordini +5,9%, occupazione +17,6%)
• Chimica-gomma: indicatori deboli (-7,1%)
• Cartario-grafico: produzione in ripresa (+14,3%)
• Legno-arredo: buone attese (export +28,6%)
• Altri comparti: generalmente in miglioramento
La grande novità, che rimanda davvero all'inizio del decennio, è rappresentata dal fatto che per la prima volta dopo la pandemia nel terziario emerge un rallentamento delle attese per tutti gli indicatori, con saldi ottimisti pessimisti ancora positivi, ma in calo. L’aumento della prudenza è dovuto principalmente alle aumentate difficoltà in due settori, strettamente legati al contesto geopolitico, commercio - turismo e trasporto di merci e persone.
Servizi e commercio:
Il clima resta positivo ma rallenta in modo importante.
• attività +2,4% (da 21,7%)
• ordini +5,9% (da 11,6%)
• occupazione negativa (-2,4%)
• export positivo (+2,8%)
Cresce la propensione agli investimenti (23,8%) e resta alto l’utilizzo delle risorse (82,9%). Aumentano i ritardi nei pagamenti (21,7%), con tempi medi di 61 giorni (93 per la PA).
Anche nei servizi forti timori sui costi: energia (+82,3%), logistica (+70,9%), materie prime (+69,6%).
Settori servizi:
• Trasporti e logistica: forte peggioramento (attività -23,1%, occupazione -30,8%)
• Commercio e turismo: indicatori negativi (-20%)
• Terziario innovativo: tutti positivi (attività e occupazione +7,5%)
• Servizi vari: crescita diffusa
• Utilities: prospettive molto positive