La società ‘Bici da Montagna’ di Paesana celebra i 35 anni di attività, confermandosi una realtà profondamente radicata nel territorio e nella promozione della valle Po.
Un traguardo importante, che racconta una lunga storia fatta di sport, volontariato e cura dell’ambiente.
“Negli ultimi anni il direttivo – spiega il presidente Paolo Cotti - ha dovuto fare i conti con le crescenti difficoltà legate alla burocrazia e alle normative sulla sicurezza, che hanno reso impossibile organizzare gare regionali e nazionali come la celebre ‘Valpolonga’, evento simbolo che per anni ha richiamato appassionati da tutta Italia. Nel curriculum della nostra società restano anche due Campionati Italiani di specialità”. Ricordi prestigiosi che testimoniano il valore dell’impegno profuso nel tempo.
Ma lo spirito dell’associazione non si è fermato. Fedeli allo statuto fondativo, i volontari continuano a dedicarsi alla valorizzazione della valle e alla manutenzione dei sentieri attorno a Paesana, proprio dove, 35 anni fa, tutto ebbe inizio con le prime gare di mountain bike e granfondo.
Ogni anno, con mezzi propri, attrezzi e autofinanziamento, i membri della società si occupano della pulizia dei percorsi dopo l’inverno, contando anche sul supporto di simpatizzanti e appassionati. Un lavoro prezioso, spesso silenzioso, ma fondamentale per mantenere vivo il patrimonio naturalistico locale.

Proprio in questi giorni, in due intense giornate di lavoro, è stato ripristinato e ripulito il ‘Sentiero Rosetta’, aperto per la prima volta nel 2012 dalla società paesanese. Un percorso che negli anni è stato costantemente mantenuto, nonostante le difficoltà causate da maltempo, frane e vento. Tra gli interventi realizzati nel tempo, anche la costruzione di ponti per attraversare il torrente, come il ‘ponte Romilda’.

“Il sentiero – spiega Cotti - parte a monte della borgata Agliasco, nei pressi del ‘Pian di Vitun’, e si snoda nel sottobosco fino a raggiungere la borgata ‘Pian Lavarino’. È percorribile sia a piedi sia in mountain bike, con alcuni tratti brevi ma più impegnativi.
A rendere ancora più affascinante questo itinerario – continua Cotti - è la storia da cui prende il nome. La tradizione locale racconta di una bambina, Rosetta, che mentre si recava alla fontana per prendere l’acqua fu attaccata dai lupi. I suoi vestiti vennero ritrovati in un punto del sentiero, oggi segnalato da una grande pietra incisa dai genitori con data e iniziali, a memoria della tragedia. Ancora oggi, versando un po’ d’acqua sulla superficie, è possibile scorgere con pazienza i segni ormai consumati dal tempo.
Il tracciato, ideale in primavera, estate e autunno, è ben segnalato e facilmente percorribile, senza eccessivi dislivelli. Giunti al bivio che conduce al ‘Pian dei Lupi’, sopra la borgata ‘Bossa’ di Agliasco, si può proseguire a sinistra in piano oppure deviare verso ‘Pian di Vitun’, seguendo le indicazioni già presenti lungo il percorso”.
Tra memoria storica e impegno concreto, la società ‘Bici da Montagna’ continua così a rappresentare un punto di riferimento per Paesana, mantenendo vivo il legame tra sport, natura e persone.













