Da ieri , venerdì 10 aprile, a Casa Cavassa, edificio simbolo del rinascimento saluzzese, opere del passato e pezzi unici del design contemporaneo dialogano nelle sempre meravigliose sale della storica dimora ( in via San Giovanni) generando sguardi ammirati e reinterpretando le stesse in una chiave armonica nuova, con la mostra “Di bosco, di legno, disegno” visitabile fino a al 17 maggio.

Ad inaugurarla, un parterre grato al lavoro organizzativo e alla continuità di sinergie che quest’anno hanno portato alla decima edizione di Start, declinata sul tema “Rencontre”.
Il percorso espositivo a Casa Cavassa curato da Axel Iberti, designer di formazione politecnica, già protagonista del rilancio del marchio Gufram, al debutto collaborativo con la Fondazione Bertoni, è la prima raffinata nonchè internazionale tappa, dell' 88° mostra dell’ Artigianato. Manifestazione che invita poi a proseguire a Il Quartiere ( ex Caserma Musso, piazza Montebello) dove sono ospitate le "botteghe del fare", laboratori e storie d'arte di questo settore e che si espande in città ( nella sala Capitolare di San Giovanni, nella Biblioteca dei Fondi Storici, al Teatro Magda Olivero) per far ammirare altri pezzi unici creati da artigiani.

“Nulla è più contemporaneo del legno, le parole del curatore, un materiale straordinario, profumato, duttile, naturale e vivo".
Mette a sistema il sapere artigiano, peculiarità del territorio, la nostra coscienza verso la natura da affidare alle nuove generazioni, diventa occasione professionale e di formazione per gli studenti, affinchè possano capire la bellezza di lavorare questo materiale stupendo".

Il visitatore si imbatte in opere di iconici guru del designer: da Philippe Starck pioniere francese del design democratico, creatore di Dick Deck, sedia in legno che sfida la gravità con gambe asimmetriche, a Maartje Sternkamp, designer olandese creatore di Highchair, sgabello modulare in legno multistrato che gioca su incastri semplici e a Godefroy de Vireau che ha firmato Echelle, la seduta-scala in legno di betulla che evoca equilibri precari, concessa della Fondazione Ferrero Comotto.
Di Ettore Sottsass - continua Iberti - ecco la madia Freemont in legno laccato, mentre è di Marco Zanini la proposta Amazon, cabinet in legno esotico, richiamo tribale alla foresta originaria; di Alighiero di Boetti il leggio Leggi, di Bill Woodrow la sedia Harry con legno riciclato, pieghe e tagli che narrano metamorfosi industriali.
E ancora Richard Woods, artista britannico, con tappeti RW2/RW3 con stampe woodgrain su legno, parodia ironica della grana che ridefinisce texture e illusione materica. (Le opere di Sottsass, Zanini, Boetti, Woodrow e Woods sono una concessione di Memphis Milano).
La mostra continua con Alvaro Siza e la sedia Farfallina (seduta) e Farfallina Esplosa (pannello), elementi in legno piegato che fluttuano come ali, esaltando la leggerezza materica. Pino Tovaglia, grafico-designer, nella sala al piano terreno con le lettere Amore medie e piccole scolpite nel legno: un alfabeto in reliquie tattili.(Le opere di Siza e Tovaglia sono concesse da Bottega Ghianda).
Tra i pezzi provenienti da diversi paesi europei: due opere della serie Noveau di Jiri Krejcirik, artista praghese e Oda Chair di Ton A.S., ditta nata in Rep. Ceca e nota in tutto il mondo. E ancora: gli artisti olandesi Ward Wijnant con le opere della serie Blend e Onno Adriansee con le opere della serie Dawn. Da Parigi provengono invece Gaelle Gabillet e Stéphane Villard di Studio GGSV con la composizione Play with Fire.

Fra i nomi più contemporanei sono presenti le opere di Studio Nucleo (Piergiorgio Robino e Daphne Forestieri, Torino) che esplora archetipi industriali, Lesels con le madie Scapto e Saltus. Alessandro Zambelli espone l’Orologio Wait of time clock e le poltroncine Murano; Atelier Biagetti (Alberto Biagetti e Laura Baldassarri); Monoferments (Monostudio Associati, Milano) sedia e panca Tempesta in ciliegio recuperato da uragani, forme curve che onorano cicli naturali e forza primordiale del legno urbano.
Progettato da Konstantin Grcic in collaborazione con ALPI Spa è l’opera Totem #5, esposta al piano terreno.
La mostra infine apre uno sguardo agli artisti e designer piemontesi di diverse generazioni: Luca Federico Ferrero porta la serie Per fare un albero ci vuole il legno, sculture che sezionano e ricompongono legni locali, narrando crescita, taglio e rinascita arborea in forme archetipiche. Enzo Mastrangelo la madia Incomposizione in betulla con garze e pigmenti; Enzo Bersezio, 3 opere della serie Minareto, totem intrecciati in legno che evocano archetipi naturali. Quest’ultimo in gentil concessione dalla Galleria il Fondaco Bra.

Tra i nomi internazionali anche l’ebanista saluzzese Omar Barbero con la Pazienza del ciottolo, Archi-traccia e Accordi e la ditta Salvi Harps fondata da Victor Salvi negli anni 50 del 900 con l’arpa Iris Gold.
La mostra sarà aperta dall’11 aprile al 17 maggio, sabato, domenica e festivi 10-13 e 14-19, feriali 10-13 e 14-18, chiuso il lunedì. Ingresso al museo Casa Cavassa e alla mostra a prezzo ridotto di 3,5 euro.
Le Botteghe del fare a Il Quartiere

Nei due fine settimana 11-12 e 18-19 aprile il pubblico di START potrà immergersi nelle Botteghe del Fare, con oltre sessanta tra botteghe e associazioni, universo vivo e tattile che trova casa al Quartiere. Spazi aperti sabato dalle 15 alle 20 e domenica dalle 10 alle 20.
Per il visitatore c’è l’opportunità di toccare creazioni uniche dal gres ceramica ad alta temperatura al vetro artistico luminoso; di scoprire tessuti stampati a mano e capi in lana scalda-anima, sartoria upcycling che ridà vita a scarti tessili in abiti pezzi unici, accessori outdoor lavorati a ferri e uncinetto, fino ad arredi tessili confortevoli e ricami creativi che narrano storie locali. Gioielli contemporanei in pizzo macramè, rame con pietre semipreziose o cartapesta, oggettistica poetica, mentre il cuoio si piega in lavorazioni precise e il ferro si forgia in creazioni robuste e naturalmente il legno del Monviso è protagonista.

Il light design etereo, lampade origami in carta scultorea, design naturale con decorazioni floreali, arpe suonate dal vivo, mosaici e pavimenti veneziani restaurati, calligrafia fluida, pittura su cemento materica, collage visionari e intagli su legno con dimostrazioni dal vivo. Non mancheranno impegno sociale in ceramiche lab, borse dalla sartoria carceraria, tessitura comunitaria e prodotti da forno caldi, accanto a giocattoli in legno, ombrelli iconici illustrazioni evocative e progetti scolastici che fondono generazioni.
Nelle stesse giornate dedicate alle botteghe al Quartiere, gli artigiani esporranno le loro opere nei luoghi della città che ospitano i Premi Matteo Olivero degli anni passati, quali il Foyer del Cinema Teatro Magda Olivero, i Fondi Storici presso l’Ex Biblioteca Civica e la Sala Capitolare del Chiostro di San Giovanni.
Nel programma di Start Artigianato numerosi appuntamenti collaterali da consultare sul sito o sui canali social.
































