"Adesso dobbiamo fare più che mai rete con i Comuni a tutela di un comparto di professionisti che operano nel rispetto delle regole, a salvaguardia del nostro territorio con professionalità e competenza, ed è per questo siamo a favore di un coordinamento che monitori non solo il settore, ma che contrasti anche lo sviluppo sfrenato delle locazioni turistiche e l’abusivismo". L'Aca, l'Associazione Commercianti Albesi, si è messa subito al lavoro dopo la diffusione della notizia che ha visto la Corte di Giustizia di Firenze dare torto a un contribuente evidenziando il concetto di imprenditorialità in materia di locazioni turistiche, ossia tutti quegli immobili che sono di proprietà di privati e che possono essere locati in forma sia imprenditoriale che non imprenditoriale con destinazione turistica.
La Locazione Turistica Non Imprenditoriale prevede che l'attività venga svolta occasionalmente o in modo non professionale, si possa optare per la cedolare secca al 21%, e nel contempo non si possano offrire servizi come la pulizia e il cambio biancheria durante il soggiorno, la somministrazione di cibi e bevande, il noleggio di auto, bici, e il servizio taxi ad esempio verso l'aeroporto o la stazione.
I giudici fiorentini, però hanno anche evidenziato come il concetto di imprenditorialità non deve essere legato soltanto al numero degli immobili posseduti, ma soprattutto alla modalità di gestione degli stessi. In particolare la Corte di giustizia di primo grado ha stabilito che la locazione turistica può essere considerata un'attività imprenditoriale se presenta caratteri di sistematicità e organizzazione. E tra i “segnali” dell'imprenditorialità vi sono l'elevato numero di prenotazioni, la presenza dell'immobile sulle principali piattaforme online, l'entità degli introiti derivanti dalla locazione e l'assenza di ulteriori redditi imponibili.
[Sopra, da sinistra, Chiara Bergadano ed Elena Costa]
"Questa sentenza – dice alla nostra testata Elena Costa, responsabile del settore Amministrativo di ACA -, non contrasta soltanto l'abusivismo, ma mira alla tutela di un comparto molto ampio ossia quello delle strutture ricettive sia alberghiere che extralberghiere che sono soggette a una serie di obblighi e adempimenti importanti, costosi e seri difficili da ottenere perché mirano ad un rispetto totale delle regole nonché ad una tassazione più imponente. Per questo sposiamo in pieno l'indirizzo della Corte di giustizia di Firenze in quanto spesso le locazioni turistiche non sono più quelle abitazioni sfitte che una famiglia reimpiega per una locazione saltuaria e occasionale, ma sono diventate delle vere e proprie imprese. Basti pensare al numero elevato e costante di ospiti accolti, la presenza su molti canali alla stregua degli alberghi, e anche alla fornitura di servizi che però sono del tutto abusivi. Per non parlare poi di introiti importanti in assenza anche di ulteriori redditi imponibili".
"Chi opera in questo modo – conclude Elena Costa –, opera in modo imprenditoriale e quindi si deve mettere in regola. Per questo auspichiamo che ci siano controlli e sanzioni per chi tenta di eludere il sistema e le norme; certo sarebbe opportuno se il legislatore, a livello nazionale e regionale facesse chiarezza su tutti questi aspetti sarebbe meglio ed è per questo che in attesa di ulteriori pronunciamenti ci facciamo promotori di un coordinamento che con gli enti locali monitori la situazione".
Il territorio di Alba, Langhe e Roero, è un territorio molto vasto che sul turismo ha investito molto rappresentando un 'gioiello' di tradizione e ospitalità in tutto il Piemonte. Nel 2019, pirmo anno in cui le Lt sono state censite, erano poco meno di 300 con 1.300 posti letto. A distanza di pochi anni, i dati del 2025 ci dicono che le locazioni turistiche hanno superato le 1.500 unità, con oltre 7.000 posti letto. "Questo sviluppo – sottolinea Chiara Bergadano, responsabile Marketing Langhe Experience e Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi –, si è sicuramente inserito nello sviluppo di crescita dell'ospitalità del territorio. Questo andamento evidenzia come il fenomeno sia oggi diffuso e in evoluzione, e richieda quindi una maggiore attenzione in termini di regolazione e gestione”.
"Come Langhe Experience, la rete che unisce il Consorzio Turistico e il Consorzio Piccole Strutture Ricettive, e come Associazione Albergatori e Ristoratori Albesi, rappresentiamo e promuoviamo i professionisti del settore: operatori che hanno scelto l’accoglienza come mestiere, che ogni giorno ospitano persone provenienti da tutto il mondo e che, con competenza, esperienza e formazione, lavorano per rendere questo territorio non solo una destinazione, ma un’esperienza da vivere. Negli anni abbiamo investito molto nella formazione degli operatori e oggi vediamo un comparto sempre più preparato, consapevole e orientato alla qualità. Questo percorso ha contribuito in modo determinante alla crescita della reputazione internazionale del nostro territorio e delle colline Unesco. Si è creato un sistema virtuoso, fatto di imprese che investono, che creano occupazione, che offrono servizi e che costruiscono valore per tutto il territorio. Questo tipo di accoglienza – professionale, strutturata e qualificata – riteniamo debba essere riconosciuto, premiato e tutelato".
Né l'Aca, né il Langhe Experience, è bene sottolinearlo, avversano le locazioni turistiche, che rappresentano una forma di ospitalità legittima. Il tema infatti, non è se debbano esistere o meno, ma è la loro gestione che va attenzionata. "Per questo motivo riteniamo che oggi sia necessario fare un passo in avanti nella regolazione del fenomeno, conclude Bergadano, anche perché ricordiamo che non sempre generano occupazione, non offrono servizi strutturati e hanno un impatto economico sul territorio differente. I numeri ci stanno dicendo che stanno incidendo sull’equilibrio del mercato turistico, influenzando la disponibilità di alloggi per i residenti e contribuendo a modificare il volto dei nostri centri urbani.
"Il successo turistico delle Langhe non è nato per caso – dicono a gran voce Berdagano e Costa – è il risultato di anni di investimenti, professionalità e lavoro da parte di imprese che hanno costruito un sistema riconosciuto a livello internazionale".
Quello che chiedono in buona sostanza, le associazioni di categoria è che il comparto turistico delle imprese venga tutelato per garantire qualità, autenticità e sostenibilità al modello di accoglienza.