Nel panorama nazionale delle attività libero-professionali intramoenia (ALPI), l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo emerge tra le strutture che presentano alcuni squilibri nel rapporto tra prestazioni erogate in regime istituzionale e attività a pagamento. È quanto evidenzia il Report AGENAS 2024 sui tempi di attesa e sui volumi delle prestazioni sanitarie, che analizza l’andamento dell’attività intramoenia in tutta Italia.
Secondo i dati del monitoraggio, l’ospedale di Cuneo registra percentuali superiori al 50% di attività in ALPI in alcune tipologie di visite. In particolare, la visita di chirurgia vascolare raggiunge il 63% di prestazioni in libera professione rispetto al totale, collocando l’AO Santa Croce e Carle tra le sei aziende italiane con maggiore squilibrio in questa disciplina.
Analogamente, anche la visita ginecologica presenta una quota pari al 50%, anch’essa superiore alla soglia indicativa di equilibrio individuata nel report.
Si tratta di valori che, secondo AGENAS, richiedono attenzione e approfondimenti, in quanto la normativa nazionale prevede il mantenimento di un equilibrio tra attività istituzionale e intramoenia per evitare distorsioni nell’accesso alle cure.
Il dato di Cuneo si inserisce in un contesto regionale che presenta alcune peculiarità. Nel 2024, il Piemonte risulta tra le regioni con ricavi da attività ALPI superiori alla media nazionale, pari a 15.603 euro per 1.000 abitanti, insieme a Lombardia, Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna.
Sempre in Piemonte, il report evidenzia anche alcune criticità organizzative. Solo il 46,6% delle prestazioni ALPI viene erogato all’interno degli spazi aziendali, mentre il 53% viene svolto all’esterno, una delle percentuali più elevate a livello nazionale. Inoltre, una quota residuale dello 0,5% continua a essere effettuata in studi non collegati in rete, situazione che riguarda poche regioni italiane.
Dal punto di vista organizzativo, il sistema di prenotazione tramite CUP in Piemonte si colloca tra il 70% e il 90% delle prestazioni, valore ancora inferiore rispetto alle regioni più virtuose dove l’utilizzo è totale.
Tutto ciò, mentre il report evidenzia come nel 2024 il ricorso alla libera professione sia in lieve calo a livello nazionale: le visite specialistiche in ALPI rappresentano il 9,7% del totale, in diminuzione rispetto al 2023, mentre per le prestazioni diagnostiche il valore si attesta al 2,8%.
Il monitoraggio AGENAS sottolinea inoltre come il controllo dell’attività intramoenia sia strettamente legato al tema delle liste d’attesa. L’obiettivo del sistema sanitario è infatti garantire che la libera professione non diventi l’unico canale rapido di accesso alle prestazioni, ma rimanga una possibilità aggiuntiva e non sostitutiva dell’attività pubblica.
In questo scenario, il caso dell’AO Santa Croce e Carle di Cuneo rappresenta uno degli esempi più significativi a livello nazionale, inserito in un contesto regionale caratterizzato da volumi elevati di attività ALPI e da margini di miglioramento sul piano organizzativo.