Chi segue le vicende politiche cuneesi e il dibattito iniziato con largo anticipo rispetto alle comunali del 2027 sa bene come siano sostanzialmente due i “mazzieri”, coloro cioè che hanno, realisticamente, la facoltà di dare le carte, della prossima partita elettorale: Chiara Gribaudo, deputata cuneese del Partito Democratico, ed Enrico Collidà, avvocato, esponente di Centro per Cuneo.
A questi, in verità, se ne aggiunge un terzo, Luca Robaldo, presidente della Provincia, che non fa mistero di coltivare ambizioni per il suo Patto Civico sul municipio di Cuneo.
Ma restiamo a Collidà e Gribaudo, due avversari politici che da tempo si studiano attendendo uno le mosse dell’altra e viceversa.
Il primo sogna un’alleanza che non escluda il Pd ma lo releghi ad un ruolo non più di prim’attore.
La seconda cercherà di fare di tutto per sbarrargli la strada da sindaco sapendo che ad oggi è il concorrente più temibile.
Collidà sta perseguendo alleanze politiche in chiave più propriamente civico-centrista, rivendicando il ruolo di sindaco per il gruppone “Centro per Cuneo” dopo opportune rivisitazioni e, se del caso, correzioni.
Gribaudo non ha mai fatto mistero di voler perseguire “soluzioni più avanzate” per il governo di Cuneo, cercando a sua volta di mettere all’angolo i centristi di cui non si fida più. Ma gioca da fuori non avendo mai, seriamente, pensato né dato la disponibilità ad una sua candidatura.
Entrambi devono fare i conti con i loro personali destini.
Enrico Collidà se vuole candidarsi sindaco a Cuneo il prossimo anno deve dimettersi da “La Gemma Venture”, società partecipata al 100% della Fondazione CrCuneo di cui è presidente.
Per non incorrere in incompatibilità deve farlo in tempi relativamente stretti, comunque un anno prima del voto comunale.
Chiara Gribaudo aspetta la deroga dalla direzione del suo partito (di cui fa parte) per un quarto mandato parlamentare, deroga che in molti (pur tra qualche mugugno) danno per scontata.
Vogliamo mettere sul piatto della bilancia Cuneo (con tanti rischi) con Roma (con molte più probabilità)?
Luca Robaldo, dal canto suo, sta cercando di comporre il puzzle delle elezioni provinciali d’autunno, dove la sua riconferma alla presidenza della Provincia viene data per scontata, ma che non sarà comunque una passeggiata viste le esose richieste che stanno pervenendo sia dai partiti di centrodestra che dal Pd e dal centrosinistra civico.
Cuneo interessa a Robaldo (non per sé ovviamente), ma nella direzione degli obiettivi che si è dato il Patto Civico un mese fa proprio a Cuneo. Deve però muoversi con circospezione. Essendo sindaco di Mondovì ogni mossa fuori luogo verrebbe vista come invasione di campo e come tale sanzionata.
Insomma, tra vicende personali e nodi politico-amministrativi, il vero e proprio fischio d’inizio della partita delle prossime amministrative di Cuneo – a voler essere realistici - avverrà soltanto in autunno.
Quel che succede oggi – per attingere sempre al gergo calcistico – è “melina” o poco più.