Una scelta di libertà. Domenica 26 aprile Entracque renderà omaggio ad Angelo Barale, “Muisina”, partigiano di Tetti Prer, caduto a soli 21 anni, con un pomeriggio di ricordo promosso dall’Istituto storico della Resistenza di Cuneo, dal Comune di Entracque, dall’Anpi Borgo San Dalmazzo e Valli, dal comitato Vivere la Costituzione, insieme al gruppo spontaneo Costituzione e Partecipazione di Valdieri e alla famiglia Barale.
L’appuntamento è alle 15 alla chiesetta di Trinità, da dove partirà il percorso verso Tetti Prer, luogo simbolo della vicenda umana e partigiana di Barale.
Seguiranno i saluti istituzionali, momenti di ricordo, canti e pensieri condivisi, fino alla piantumazione di un gelso della memoria, in continuità con il progetto “Le radici della Costituzione”.
La storia di Angelo Barale è una delle tante vite spezzate dalla guerra, ma conserva una forza emblematica.
Nato a Entracque il 16 luglio 1923, figlio del messo comunale Bartolomeo, visse la giovinezza semplice della montagna, tra pascoli e lavoro nei campi. Poi la guerra cambiò tutto. Artigliere, riuscì a tornare a casa dalla Jugoslavia in un’odissea segnata dalla fame e dalla fatica. Con l’armistizio e la nascita della Repubblica sociale scelse di disertare, di salire in montagna, di unirsi alla Resistenza.
Con il nome di battaglia “Carlo”, entrò nella 3ª divisione di Giustizia e Libertà. Una scelta netta, che lo portò fino al sacrificio. Il 27 marzo 1945, a Sant’Albano Stura, fu catturato insieme a Nicola Sasso e Giovanni Coraglia. I tre, insieme a Natale Ferrero, furono uccisi dai granatieri repubblichini guidati dal tenente Attilio Rizzo, in uno degli episodi più feroci della repressione fascista negli ultimi mesi di guerra.
Un mese prima della Liberazione, si spegneva così la vita di un ragazzo che avrebbe compiuto 22 anni a luglio.
A ottant’anni da quei giorni, Entracque sceglie di riportare al centro quella vicenda.
Non come esercizio celebrativo, ma come gesto civile. Perché la storia di Angelo Barale parla ancora: di coraggio, di coscienza, di responsabilità. E ricorda che la libertà, prima di essere una parola, è stata una scelta.