Torna al centro del dibattito politico cittadino la tangenziale di Cuneo, infrastruttura di cui si parla ormai dal 2005, quando venne inaugurato il primo tratto della A33 Asti-Cuneo tra Carrù e Massimini di Carrù, e successivamente nel febbraio 2012 con l’apertura del tratto Sant’Albano Stura-Castelletto Stura e della tangenziale gratuita con le uscite Cuneo Est, nei pressi della Bombonina, e Cuneo Centro, in zona Ronchi. Un collegamento che consentì al capoluogo della Granda di entrare nella rete autostradale italiana, ma dopo quell’intervento non si registrarono ulteriori sviluppi.
A riportare in auge la questione è la consigliera e capogruppo di SiAmo Cuneo, Mavy Civallero, che ha presentato un’interpellanza che sarà discussa nel Consiglio comunale del capoluogo la settimana prossima.
Nel documento, Civallero ricorda come la cosiddetta “Tangenziale di Cuneo”, variante alla SS20, sia considerata da anni un’opera strategica per decongestionare il traffico dei quartieri dell’Oltrestura, in particolare Madonna dell’Olmo e Confreria, e come il progetto originario prevedesse un tracciato di circa 7,5 chilometri per collegare la zona del MIAC, nei pressi dei Ronchi, con la rotatoria della SP 589 in direzione Caraglio e Valle Grana.
La consigliera evidenzia inoltre come negli ultimi mesi si sia assistito a un avanzamento significativo delle infrastrutture in altre aree della provincia: ad Alba la tangenziale è stata completata e integrata con l’A33, mentre a Mondovì i lavori per il terzo lotto sono stati recentemente aggiudicati, con avvio dei cantieri previsto nel 2026. Una situazione che contrasta con quella di Cuneo, dove la variante appare in una fase di stallo o di continua revisione progettuale.
Nell’interpellanza viene sottolineata anche l’urgenza legata alla realizzazione del nuovo Polo ospedaliero di Confreria, che rende sempre più necessario un sistema viario di scorrimento veloce capace di evitare l’imbuto dei centri abitati e garantire un accesso più agevole alla futura struttura sanitaria. A questo si aggiunge la presenza di fondi e opere complementari stimati in circa 43 milioni di euro, legati alle concessioni autostradali e destinati al territorio comunale.
Civallero chiede quindi alla sindaca e all’assessore competente di chiarire lo stato attuale dell’iter, i motivi tecnici o politici che hanno determinato il rallentamento rispetto ad Alba e Mondovì, come sia stato ricalibrato il tracciato in funzione del nuovo ospedale e se tali modifiche stiano comportando ulteriori ritardi.
L’interpellanza chiede inoltre quali parti del progetto originario siano state eventualmente stralciate o modificate, quale destino sia previsto per le opere accessorie come mitigazioni ambientali e piste ciclabili e se vi siano garanzie certe sulla copertura finanziaria, oltre alle azioni che l’amministrazione intende intraprendere presso Ministero e ANAS per accelerare l’opera.