Si è tenuto mercoledì 15 aprile, presso la Sala Romano dell’Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida, l’evento di restituzione del progetto “Telebenessere in Granda: funzione sociale per essere connessi con il mondo esterno”.
Il percorso, inserito nella Missione 5 del PNRR – Inclusione e coesione -, linea 1, investimento 1.1.2, è iniziato nel luglio 2023 e si è concluso a marzo. Nel corso di questi anni il progetto ha permesso di raggiungere persone anziane non autosufficienti in numerosi Comuni e territori del cuneese e di implementare la loro autonomia ed il supporto ai loro caregiver attraverso la dotazione di strumenti tecnologici e la presenza costante, in loco o da remoto, di educatori, infermieri e OSS.
L’appuntamento di mercoledì ha visto l’intervento di numerosi operatori che hanno lavorato sull’attività progettuale. Dopo i saluti del Presidente dell’Unione Montana Fabio Mottinelli, e moderati dalla dottoressa Eleonora Rosso, Responsabile del Servizio Socio-assistenziale dell’Unione stessa, sono infatti intervenuti la Direttrice dello CSAC – Consorzio Socio-assistenziale del Cuneese, Giulia Manassero, e per la cooperativa Animazione Valdocco Lorenza Bernardi e Matteo Gagino.
A illustrare nel dettaglio le attività e le iniziative di “Telebenessere in Granda” è stata poi l’educatrice professionale, referente di équipe, Samanta Dalmasso.
Il progetto ha preso le mosse da due criteri principali: la non autosufficienza dei beneficiari e la presenza di un caregiver. Da queste basi, si sono individuati come obiettivi il sostegno a persone vulnerabili, la prevenzione all’istituzionalizzazione per anziani non autosufficienti e la sperimentazione di nuove tecnologie assistive, il tutto attraverso la messa a terra di azioni specifiche: il supporto domiciliare personalizzato; il supporto ai caregiver, spesso parenti in situazioni di difficoltà e affanno per il lavoro di cura; l’introduzione e la sperimentazione di tecnologia in concomitanza con il potenziamento delle competenze digitali di persone solitamente non avvezze all’utilizzo; le collaborazioni con reti territoriali.
I risultati sono stati particolarmente positivi, anzi al di sopra delle aspettative. Su tutto il Cuneese, per un target previsto di 120 beneficiari, se ne sono raggiunti 199, di cui 132 donne e 67 uomini. Solo sul Cebano si sono contattati 11 beneficiari, di cui 9 hanno poi effettivamente usufruito del progetto.
Gli anziani hanno ricevuto, a seconda delle proprie esigenze, alcuni device forniti dalle imprese Informatica System e Business Space. L’orologio Digital Care Protector, capace di rilevare parametri vitali, geolocalizzare la persona ed effettuare chiamate, il Totem basic per attività di socializzazione e videochiamate, il tablet, la Smart TV, il Totem master, atto ad effettuare prestazioni medico-sanitarie a distanza, gli strumenti di domotica, quali la fascia letto per monitorare la qualità del sonno e i sensori porta, fumo e movimento hanno connesso gli utenti con il mondo esterno, permettendo al contempo una socializzazione più rapida ed il costante aggiornamento sulla situazione di salute degli stessi.
Il fine principale è sempre stato quello di garantire la più lunga e sicura domiciliarità dei beneficiari, evitando il soggiorno in struttura e aiutando nell’assistenza i caregiver già presenti nelle rispettive case e famiglie.
L’utilizzo di strumenti tecnologici non è però stato isolato, né gestito senza un supporto umano, ma anzi si è inserito in un più ampio contesto di confronto e rapporto con operatori medico-sanitari e con il tessuto sociale locale.
Assistenti sociali, medici, infermieri, OSS, facilitatori digitali, tecnici informatici, community e case manager calati specificatamente sul progetto, psicologi, fisioterapisti e musicoterapisti, oltre a numerosi volontari, hanno assistito continuativamente l’anziano, sia da remoto, proprio attraverso i collegamenti smart, sia in presenza, con incontri e visite periodiche. Una rete di supporto e presenza che si è stretta intorno alle persone, creando comunità e dando dignità alle esigenze della persona e dei suoi cari. Molte poi le attività proposte per mantenere attivi i beneficiari anche da un punto di vista di stimoli intellettivi. La raccolta di storie di vita e di proverbi e tradizioni, i giochi e le attività ludiche, spesso proposti tramite videochiamate di gruppo attuate grazie a totem, tablet e smart TV, attività con associazioni di volontariato e supporto a distanza per autonomizzare i beneficiari sulla raccolta dei propri parametri vitali hanno mantenuto la vivacità mentale e sociale anche per persone spesso costrette a spostamenti nulli o minimi.
“Telebenessere in Granda” ha rappresentato un’eccellenza nel panorama dei progetti rivolti alle persone anziane non autosufficienti, portando la connessione e le prestazioni di personale altamente qualificato in maniera capillare e diffusa, anche in zone e Comuni talvolta difficilmente raggiungibili. Un percorso che ha unito promotori e beneficiari in uno scambio osmotico di buone prassi e di legami interpersonali fondati sulla fiducia e sull’ascolto, come dimostrato dalle toccanti testimonianze che hanno chiuso il tavolo di lavoro. Per sentirsi più sicuri e non essere mai soli.
“Un’Unione di Comuni, ma soprattutto di intenti.” Come ricordato dal presidente Mottinelli. “Una progettazione particolarmente importante che unisce il territorio, guardando e lavorando insieme per il bene dei più fragili.”
“Il progetto è stata una grande opportunità per raccogliere dati e risultati sulle potenzialità di interventi di assistenza a domicilio” Prosegue la dottoressa Eleonora Rosso, responsabile del Servizio Socio-assistenziale dell’Unione. “Grazie alle azioni messe in campo abbiamo dato ai beneficiari e alle loro famiglie supporto e presidio costante, oltre a garantire un monitoraggio tanto efficace quanto snello, e attività di socializzazione anche in remoto. A partire da questo, si può dare seguito ad alcune ulteriori iniziative per non interrompere, ma anzi implementare quanto già realizzato con Telebenessere in Granda”.
Il progetto "Telebenessere in Granda: funzione sociale per essere connessi con il mondo esterno" è promosso dal Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, in qualità di Ente capofila, in partenariato con il Servizio Socio-assistenziale dell'Unione Montana delle Valli Mongia e Cevetta Langa Cebana e Alta Valle Bormida, il Consorzio per i Servizi Socio Assistenziali del Monregalese, il Consorzio Monviso Solidale, il Consorzio Socio-Assistenziale Alba-Langhe-Roero, il Servizio Sociale Intercomunale Ambito di Bra e le seguenti cooperative: Animazione Valdocco, Ge.s.a.c., Progetto Emmaus e Proposta 80.