Seppur con una bella dose di fatica si è conclusa l’annata sportiva della Monge Gerbaudo Savigliano che, attraverso i playout, ha ottenuto una meritata salvezza.
I biancoblù si sono così regalati la possibilità di partecipare, a partire dal prossimo ottobre, alla loro sesta stagione consecutiva nel campionato di Serie A3.
Dopo mesi difficili, i piemontesi hanno potuto festeggiare la permanenza nella terza categoria nazionale soltanto domenica scorsa, 19 aprile, al termine di gara-4: si sono imposti con un netto 0-3 sul campo della Terni Volley Academy, risultato che ha chiuso la serie playout dopo quattro settimane di battaglia.
Pensare che l’annata saviglianese era partita con le migliori delle intenzioni: era il 25 settembre quando, in occasione della presentazione ufficiale, i vertici societari avevano dichiarato di puntare a un campionato tranquillo, in cui si sarebbe potuto guardare più verso l’alto rispetto all’anno precedente. Poi, tra infortuni e addii, le prospettive sono cambiate: le sconfitte hanno iniziato a susseguirsi e l’obiettivo è quindi presto diventato la salvezza. Con l’arrivo in panchina di coach Berra, promosso dopo l’addio di Serafini, si sono trovate nuove idee e prospettive che hanno permesso a Savigliano di salvare una stagione che poteva diventare fallimentare.
A commentare il percorso dei piemontesi è il presidente Guido Rosso che, tra uno sguardo al passato e uno al futuro, tira le somme degli ultimi travagliati mesi.
Presidente, si è appena conclusa una stagione a dir poco “intensa”. Quali sono le sue impressioni dopo la salvezza ottenuta domenica scorsa?
“Finalmente si è chiusa un’annata lunga, tribolata e sofferta. Senza esagerare… a tratti mi è sembrata quasi un incubo. La scorsa estate ci immaginavamo un campionato differente da quello che poi si è rivelato essere, fortunatamente è terminato nel migliore dei modi. Ora tiriamo un sospiro di sollievo per la salvezza, che certo non era il nostro obiettivo. Non eravamo pronti a dover passare dai playout ma strada facendo abbiamo dovuto far fronte a questa realtà e per fortuna ne siamo venuti fuori bene”.
Quella appena conclusa è stata un’annata molto complicata anche fuori dal campo: tra infortuni e addii la società non ha vacillato. Come siete riusciti a riorganizzarvi senza perdere la fiducia?
“La nostra stagione è partita con il piede sbagliato: durante la preparazione precampionato il nostro schiacciatore Schiro ha subito un infortunio all’addome. Abbiamo sofferto parecchio questa defezione perché Andrea era un elemento su cui avevamo fatto molto affidamento e purtroppo ha dovuto saltare le prime 3-4 partite. Dopo è arrivato l’infortunio di capitan Dutto che ha ulteriormente complicato la situazione. I problemi si sono trasformati nelle prime sconfitte. Poi Prosperi non ha reso quanto ci si potesse pensare e ha lasciato la squadra. Le vittorie non arrivavano e hanno iniziato ad innescarsi meccanismi strani che certe volte non riesci a capire. Infine, a dicembre, è arrivato l’abbandono di coach Serafini che ci ha un po’ spiazzati. Qua è subentrato Berra che si è fatto carico della situazione e fortunatamente le cose sono cambiate”.
Si può dire che la vostra stagione sportiva sia finalmente iniziata nel mese di gennaio. Quale reputa sia stato il momento di svolta che vi ha portati sino alla salvezza di pochi giorni fa?
“La figura chiave è sicuramente stata quella di Andrea Berra che, come detto, si è fatto carico della situazione. Lui è un profondo conoscitore dei ragazzi, della squadra e della società. Con il suo aiuto e quello di Giordano Mattera le cose hanno iniziato ad andare nel verso giusto: il lavoro è stato più sul piano psicologico che a livello tecnico-tattico. Nonostante Serafini avesse contribuito a creare il roster, probabilmente non è riuscito a trasmettere le proprie idee, mentre Berra si è calato bene nella mentalità dei giocatori. I ragazzi sono stati bravi a rimanere molto uniti e anche nei momenti di difficoltà non si sono mai tirati indietro. Pian piano hanno iniziato a venir fuori le qualità del team: la forza del gruppo e dello staff tecnico hanno fatto la differenza. Alla fine, si è vista la vera qualità del Savigliano che fino a fine dicembre non si era manifestata: si può dire che c’è stata una svolta mentale”.
Immagino che questa salvezza debba essere un punto di ripartenza. Quali sono le lezioni più importanti che la società ha imparato quest'anno?
“Sicuramente abbiamo imparato a soffrire, ma anche a far fronte a emergenze a cui non eravamo abituati. È anche vero che già lo scorso anno era stato faticoso ma in questa stagione abbiamo imparato che non c’è nulla di scontato: bisogna sempre essere pronti a far fronte a ogni emergenza e situazione, specialmente quelle negative. Inoltre, abbiamo assistito al netto miglioramento del campionato di Serie A3, le forze si sono elevate come è normale che sia: essendoci sempre meno squadre il livello si alza”.
Infine, è già tempo di pensare alla vostra sesta annata consecutiva in Serie A3. Come vi muoverete e quali sono i vostri piani per il futuro?
“È tempo di valutazioni, ci incontreremo con gli sponsor. Finora abbiamo aspettato per vedere come andavano i playout. Adesso che abbiamo ottenuto la permanenza in A3 ci sederemo al tavolo e vedremo cosa si può fare per il futuro”.