L’Unione Montana Valle Varaita organizza la seconda edizione di “La valigia delle voci”, rassegna culturale composta da tre appuntamenti in programma tra maggio e giugno a Sampeyre, Verzuolo e Bellino. Il progetto mette al centro musica, storia e letteratura e costruisce un percorso che attraversa il territorio, coinvolgendo tre località di bassa, media e alta valle. Gli eventi sono a partecipazione libera e si svolgono alle ore 21, con prenotazione consigliata sul sito www.vallidelmonviso.it/la-valigia-delle-voci. Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio turistico di valle al numero 0175.978321 o via email a info@unionevallevaraita.it.
Il primo appuntamento è in programma venerdì 8 maggio a Sampeyre, nei nuovi spazi del plesso locale dell’Istituto Comprensivo, recentemente realizzati e destinati a ospitare la mensa degli studenti a partire dal prossimo anno scolastico. In questa occasione, lo storyteller verzuolese Lorenzo Baravalle presenterà “Echi dalla montagna - personaggi e storie di cultura e scuola in Valle Varaita”, uno spettacolo inedito ideato appositamente per la rassegna e per questo contesto. Il lavoro propone un viaggio nella memoria educativa della valle, intrecciando grandi figure e vicende locali con il racconto quotidiano della scuola nei territori montani. Emergono storie di insegnanti, studenti e comunità, in un dialogo continuo tra passato e presente che restituisce il valore dell’istruzione come elemento fondante dell’identità locale. La serata assume anche un significato simbolico legato all’inaugurazione dei nuovi spazi scolastici, rafforzando il legame tra cultura e servizi per la comunità. In occasione dell’evento saranno visitabili la mostra fotografica “Sampeyre, ricordi di scuola”, con immagini provenienti da archivi privati e dal Museo Storico Etnografico, e la mostra documentaria “Confini. L’avventura dell’istruzione in territori periferici”, realizzata da INDIRE - Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca educativa. L’iniziativa si inserisce inoltre nel programma de “La Scuola d’òc. Educazione, sport e comunità nella montagna che resta”, che proseguirà il giorno successivo con un convegno dedicato ai temi della scuola in montagna e con l’inaugurazione ufficiale dei nuovi locali.
Il secondo appuntamento si tiene venerdì 22 maggio a Verzuolo, nella cornice di Palazzo Drago, con il “Luigi Martinale Quartet” insieme all’orchestra da camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo. Il concerto, intitolato “Canzoni senza parole”, prende ispirazione dall’opera Le città invisibili di Italo Calvino e propone un progetto musicale originale che mette in dialogo il linguaggio del jazz con la tradizione classica. Il lavoro si compone di brani scritti e arrangiati da Luigi Martinale, nei quali si sviluppa un articolato sistema di rimandi al testo calviniano, a partire dai titoli delle composizioni, che richiamano le città immaginate dall’autore e le figure di Marco Polo e Kublai Khan. Il progetto nasce da un percorso di ricerca durato oltre un anno e si traduce in un’esperienza sonora che alterna momenti di improvvisazione e strutture compositive più rigorose. Accanto al quartetto jazz, formato da musicisti di riconosciuto livello internazionale, sarà presente un ensemble cameristico composto da sedici elementi, tra giovani laureati e allievi del Conservatorio. La collaborazione tra queste realtà rappresenta un elemento distintivo del concerto, capace di valorizzare il talento emergente e di creare un ponte tra formazione e professione. Il progetto musicale ha beneficiato di un finanziamento specifico nell’ambito del bando “Nuove opere” del programma “Per Chi Crea”, promosso dal Ministero della Cultura e gestito da SIAE, che destina una quota dei compensi per copia privata al sostegno della creatività giovanile e alla diffusione delle nuove produzioni artistiche. Durante la serata saranno eseguiti anche brani tratti dal precedente lavoro discografico “Songs Not Words” e da altri progetti del quartetto, tra cui alcuni inediti.
Il terzo e ultimo appuntamento è in calendario venerdì 5 giugno a Bellino, nell’ex scuola di borgata Celle, con Davide Longo e la lezione-spettacolo “La storia, c’est moi. Dalla pittura di Artemisia Gentileschi ai romanzi di Flaubert, passando per Caravaggio: l’arte di parlare di sé senza darlo a vedere”. L’incontro affronta il tema dell’identità nell’opera artistica, esplorando il modo in cui scrittori e artisti riescono a inserire elementi autobiografici all’interno delle proprie creazioni senza dichiararli esplicitamente. Il percorso attraversa linguaggi diversi, dalla pittura alla letteratura, e propone una riflessione sull’auto-rappresentazione, sull’uso di maschere narrative e sulla capacità di trasformare l’esperienza personale in racconto universale. Attraverso esempi che spaziano da Artemisia Gentileschi a Caravaggio, fino a Gustave Flaubert, la serata invita il pubblico a interrogarsi sul confine tra autobiografia e finzione e sul ruolo del lettore o dello spettatore nel riconoscere tracce di sé nelle opere.
«Con questa rassegna vogliamo proporre tre momenti culturali di qualità per il territorio – dice il presidente dell’Unione Montana Valle Varaita, Silvano Dovetta – spaziando dalla letteratura alla musica e offrendo occasioni di incontro capaci di coinvolgere pubblici diversi. Il format della valigia richiama l’idea di un bagaglio di voci da ascoltare e storie da condividere nei diversi luoghi della valle».
“La valigia delle voci” è un format già proposto nel 2023 e nasce con l’obiettivo di portare contenuti culturali di qualità nei diversi centri della valle Varaita, creando connessioni tra luoghi e comunità. Il titolo richiama un oggetto semplice e simbolico, legato al viaggio, alla memoria e al lavoro, capace di custodire esperienze e identità. La rassegna si configura così come un contenitore aperto, che raccoglie e restituisce storie, linguaggi e suggestioni, lasciando spazio a nuove narrazioni.
L’iniziativa risponde anche alla necessità di ampliare e distribuire nel tempo l’offerta culturale, contribuendo alla destagionalizzazione delle proposte e rafforzando il legame tra le diverse aree della valle. L’impegno è quello di proseguire il percorso avviato, consolidando nel tempo un appuntamento riconoscibile e capace di valorizzare il territorio attraverso la cultura.
L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione CRT con un contributo economico.