Attualità - 27 aprile 2026, 12:53

Saluzzo, 25 Aprile, non solo corone d’alloro: serve tornare alla bella politica

Il concetto del vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti alla Festa di Liberazione a Saluzzo. Domani martedì 28 aprile all’Apm l’ “Oratorio per le vittime di Marzabotto, Monte sole” di Sergio Anelli: voci civili per ridare memoria delle vittime delle stragi nazifasciste

Saluzzo, un momento della Festa di Liberazione 2026

"La Costituzione che oggi ci tutela nasce anche dai sentieri del Monviso e dalle Borgate di Val Varaita. Perchè ricordarlo oggi? Resistenza non è un monumento –  sottolinea il sindaco Franco Demaria nell’intervento della celebrazione del 25 Aprile– è un verbo. Ed è’ antifascismo quotidiano: rifiutare l’indifferenza, difendere chi è piu debole. Usare la memoria come vaccino.

“Se oggi possiamo discutere, votare, dissentire, è perché tra il 1943 e il 1945 una generazione intera, qui, decise di stare dalla parte giusta della storia. A noi tocca non sprecare quel dono”  afferma in un altro brano il  primo cittadino rivolto a tutta la comunità saluzzese.

"E dobbiamo farlo con onestà intellettuale uscendo dagli steccati dell’appartenenze parziali. La Resistenza saluzzese non fu solo militare, fu civile. Non erano tutti eroi. Erano persone con dubbi e paure.  La loro grandezza fu scegliere la Libertà.

Il 25 Aprile non è la festa di una sola fazione.E’ la vittoria dell’Italia del Bene. In quei mesi territibili e gloriosi, sui nosti sentieri e nelle nostre valli si è compiuto un miracolo di pluralismo”.

Nel territorio si respira ancora la storia dei partigian e qui è più semplice riconoscere la bellezza della libertà. Ha affermato il vicepresidente del Consiglio regionale, presidente del comitato Resistenza e Costituzione, Domenico Ravetti, invitato a Saluzzo dal consigliere regionale Mauro Calderoni e dall'Amministrazione, per l'orazione ufficiale. 

Molte le sue considerazioni di inquadramento storico:  da quelle riprese “Dalla banalità del male” di Hannah Arendt, all’analisi delle singole storie dei fautori delle atroci follie che, prima di diventare criminali creatori macchina dittatoriale del Novecento, sono stati uomini tra tanti uomini." Riflettendo su questo,  ciò  che voglio dirvi è che anche oggi, l’esercizio del potere privato della democrazia, può trasformare l’umanità intera in una bolgia dove solo i più forti sopravvivono".

È per questo che la storia deve essere conosciuta, ricordata e consegnata di generazione in generazione. Ma non servono solo corone d’alloro, non esiste una sola azione, ne servono tante e coordinate tra loro.

"Serve tornare alla bella politica, all’utilità delle istituzioni pubbliche, alla speranza per la libertà che solo il confronto politico può restituire. A partire dai territori, dai nostri piccoli e medi comuni e da quello spirito volontaristico rappresentato dagli amministartori pubblici che si misurano quotidianamente con i problemi delle persone, con le loro paure, sogni, aspettative e bisogni di protezione.

Qui a Saluzzo sapete bene quello che intendo dire quando richiamo l’antifascismo e lo collego alla concretezza della Amministrazione pubblica. Nei Comuni è più semplice capire che la politica si alimenta di democrazia e la democrazia non è altro che una scelta, di chi sceglie la forza del diritto e della libertà".

La cerimonia molto sentita, divisa in due momenti, ha visto prima la deposizione della corona d’alloro in piazza XX settembre, seguita dal corteo dei partecipanti, preceduti dalla banda cittadina, arrivare al monumento della Resistenza dei Giardini della Rosa Bianca. Qui sul palco imbandierato, alla presenza di numerosi cittadini, rappresentanti di associazioni combattentistiche e d'Arma, autorità, testimoni di Resistenza, Giorgio Rossi (presidente Anpi Saluzzo e valle Po) ha aperto la sequenza degli interventi riflettendo sui conflitti attuali, ma anche sulle emergenze sanitaria e di povertà. "Guardiamo a quei principi e quegli ideali per cui i nostri ragazzi hanno combattuto, e chiediamoci se i principi costituzionali che sono nati da quel sacrificio siano davvero stati realizzati. Sarebbero fieri di noi?”.

La Democrazia va costruita ed il vescovo monsignor Cristiano Bodo ha esortato i  giovani “a fare politica” partecipando attivamente a quest' opera.

Il calendario della rassegna “Aprile un mese di Resistenza continua domani martedì 28 aprile alle 21 presso la Sala Verdi, Scuola di Alto Perfezionamento Musicale, dove 
l'associazione Bella Ciao presenterà l’ “Oratorio per le vittime di Marzabotto, Monte sole" di Sergio Anelli tratto dalla versione teatrale del suo romanzo UNDE MALUM.

L’oratorio, intenso e fortemente evocativo, vuole dare  voce alla memoria delle vittime delle stragi nazifasciste compiute tra il 1944 e il 1945 sull’Appennino bolognese, restituendo attraverso la parola, testimonianza di un momento di profonda riflessione civile e storica.

La messa in scena coinvolge direttamente molte personalità e rappresentanti della comunità locale: "voci civili" prestano la propria sensibilità per ridare vita alle parole di Sergio Anelli, rendendo l'evento un momento di autentica cittadinanza attiva.
Con questa iniziativa, l’Associazione Bella Ciao chiude simbolicamente un percorso di impegno civile e memoria, avviato nel 2021, con il conferimento del Premio Bella Ciao a Maurizio Verona, sindaco di Sant’Anna di Stazzema, per la sua proposta di legge contro la propaganda nazista e fascista. E nel 2025 al magistrato Marco De Paolis, autore del libro Caccia ai Nazisti, nel quale ha raccontato la sua attività di procuratore presso i Tribunali Militari di La Spezia e Verona, impegnato nell’istruzione dei processi contro i responsabili delle stragi nazifasciste.
L’oratorio di Sergio Anelli si inserisce dunque in un cammino dedicato alla difesa della memoria, alla promozione della consapevolezza storica e dell’antifascismo, valori che da sempre caratterizzano la missione culturale dell’Associazione Bella Ciao.

PERSONAGGI E INTERPRETI:
Al tavolo:  Voce narrante Grazia Isoardi, Scrittore: Giorgio Berardo, Sophie: Francesca Galliano
Tra il pubblico: Luigi: Giuseppe Cavaglieri, Don Dossetti: Lorenzo Baravalle, Don Ubaldo Davide Masera, Guerrino: Efisio Romero, Signora ex bambina, sopravvissuta Matilda Bonardo, Infermiera di Dachau Elena Smareglia,  Bambina, nipote del prete, sopravvissuta Chiara Sabatini, Cugina di Dante: Cecilia Alberto, Ufficiale SS Clara Berdugo.

Alla chitarra: Carlo Pignatta, coordinamento: Donatella Percoco.

Ingresso libero. 

 
 

Saluzzo, Festa di Liberazione 2026

Saluzzo, Festa di Liberazione 2026

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VB