Torniamo per l'ultima volta sulla vicenda di Monterosso Grana e del suo sindaco Stefano Isaia, che nel corso della cerimonia per il 25 aprile ha chiesto ai bambini, tramite le maestre, di non cantare Bella Ciao.
Un comportamento che è stato condannato da più parti, a partire dalle maestre, che non hanno gradito l'indicazione.
La notizia è rimbalzata in ogni dove e ripresa dalle principali testate nazionali. Un'eco inaspettata, di cui lo stesso sindaco è rimasto vittima, tanto è vero che, come ci ha detto ieri, sono state numerose le minacce e le offese ricevute.
Ieri abbiamo provato a contattare la dirigente scolastica Raffaella Curetti, che non ci ha risposto. Fin da subito ha preso le parti delle insegnanti, in modo netto.
Abbiamo invece parlato con il sindaco, che ha spiegato il perché di quella indicazione.
Bella Ciao è una canzone di pace e resistenza che ha ormai perso quelle connotazioni, in quanto politicizzata. Questa la ragione addotta.
Si difende dagli attacchi, ricordando quanto ha fatto, da quando è primo cittadino, per promuovere i valori dell'antifascismo e restituire a Monterosso Grana il giusto valore per il contributo reso proprio alla Resistenza.
A dimostrazione di questo, ha condiviso con noi la lettera inviata dal Comune al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a ottobre del 2023, con la quale chiede il riconoscimento ufficiale al Valore Civile per il ruolo svolto dalla comunità durante gli anni della Resistenza.
La proposta nasce dalla rilettura di documenti conservati negli archivi comunali, dai quali emergono episodi di coraggio e solidarietà che hanno segnato profondamente la storia del paese. Vicende che si inseriscono nel contesto più ampio della lotta di Liberazione dal nazifascismo.
Al centro della richiesta vi è in particolare quanto avvenne nella frazione Damiani, dove l’edificio scolastico divenne uno dei primi luoghi di accoglienza per le Brigate partigiane. Un episodio documentato anche negli scritti di Giorgio Bocca, che testimonia il coinvolgimento diretto della popolazione civile nel sostegno alla lotta per la libertà.
Il riconoscimento al Valore Civile rappresenterebbe, nelle intenzioni dell’amministrazione, un segno tangibile della gratitudine della Repubblica verso i cittadini che, oltre ottant’anni fa, affrontarono sacrifici, privazioni e rischi personali.
"Questo vi sembra un gesto da fascista? Ho affidato le ricerche a due storici per poter preparare un dossier che raccontasse ciò che Monterosso Grana ha fatto per la Resistenza. Eppure, è bastato un episodio che è stato deciso dall'intera maggioranza, perché non sono un despota, per scatenare una ferocia incomprensibile verso di me. Ma qualcuno ne risponderà nelle sedi opportune", ha concluso Stefano Isaia.