C’è chi arriva per curiosità, chi per trascorrere una serata diversa, chi semplicemente per incontrare qualcuno. Poi capita che una partita diventi un pretesto per fermarsi, parlare, conoscersi. E che attorno a un tavolo, tra dadi, carte e pedine, nasca qualcosa che va oltre il gioco.
Succede ad Alba, in via Giacosa 7/a, all’interno dello Spazio Dom, dove negli ultimi anni Ludo Inc. si è ritagliata uno spazio sempre più importante nel tessuto cittadino. Nata nel 2021 e costituita ufficialmente nel 2023, l’associazione ludica culturale è oggi una realtà capace di coinvolgere ogni settimana oltre sessanta persone di età, storie e provenienze diverse, trasformando il gioco da tavolo in uno strumento di aggregazione, confronto e inclusione.
Non è soltanto una ludoteca con oltre 200 giochi di società e due appuntamenti fissi settimanali – il lunedì, dedicato soprattutto ai giocatori di Magic, e il giovedì sera, dedicato maggiormente ai giochi da tavolo – ma un luogo in cui si intrecciano esperienze e percorsi differenti. Giovani e adulti, studenti e lavoratori, italiani e stranieri, appassionati e semplici curiosi: tutti accomunati dalla voglia di sedersi allo stesso tavolo.
“Viviamo in un contesto sociale in cui le persone rischiano di chiudersi sempre di più nelle proprie bolle”, spiegano dal direttivo dell’associazione. “Noi abbiamo scelto un terreno neutro, quello del gioco, per creare incontro reale. Attorno a un tavolo si cade facilmente nella conversazione, nel confronto e spesso anche nell’amicizia”.
L’idea è nata all’indomani della pandemia, quando alcuni appassionati hanno sentito il bisogno di riportare le relazioni nel mondo fisico, fuori dagli schermi e dagli algoritmi.
“Sentivamo la necessità di costruire uno spazio accessibile e inclusivo, dove tornare a guardarsi negli occhi. Il gioco da tavolo è un linguaggio universale: annulla tante differenze e mette tutti sullo stesso piano”.
Quest’idea si è inserita alla perfezione nello Spazio Dom, ambiente rinato grazie alla Curia e ai tanti volontari che hanno deciso di farlo diventare un punto di riferimento per molti giovani grazie alle numerose iniziative culturali organizzate ogni settimana durante tutto l’anno.
I numeri raccontano bene la crescita del progetto: oltre 90 associati, partecipanti tra i 14 e i 64 anni, provenienti da almeno cinque nazionalità differenti, più di 30 ore di gioco e incontro ogni mese e una rete di tutor che accompagna i nuovi arrivati nella scoperta dei giochi.
Ma il valore di Ludo Inc. non si misura soltanto nelle cifre. Si vede nella capacità di uscire dalla propria sede e di costruire relazioni con il territorio.
Negli anni l’associazione ha promosso incontri con autori di giochi da tavolo, serate a tema, collaborazioni con la Biblioteca Civica di Alba e altri Comuni di Langhe e Roero, attività con le scuole, collaborazioni con la cooperativa Emmaus e momenti di gioco con gli ospiti del Centro di Prima Accoglienza Albese di via Pola. Ludo Inc. è inoltre parte attiva nell’organizzazione e nello svolgimento del Giobia Fest, appuntamento estivo molto sentito dalla cittadinanza che anima piazza San Giovanni tutti i giovedì di giugno con momenti di gioco libero e gratuito. In questi contesti il gioco smette di essere soltanto intrattenimento e diventa uno strumento di inclusione sociale.
“Uno dei nostri obiettivi è proprio questo: usare il gioco come mezzo per creare legami”, sottolinea ancora il direttivo. “Quando una persona si siede a giocare, non conta più da dove arriva, quale lingua parla o quale difficoltà stia vivendo. In quel momento entra nella partita, e spesso entra anche in una comunità”.
L’associazione fa inoltre parte di Granda Games, la rete delle associazioni ludiche della provincia di Cuneo, e collabora con numerose realtà del territorio nell’organizzazione di eventi e iniziative.
In una città in cui il mondo del gioco era rimasto a lungo frammentato e legato a piccoli gruppi, Ludo Inc. ha provato a fare qualcosa di diverso: aprire le porte, allargare la platea, costruire ponti.
“Vogliamo continuare a crescere senza perdere questa vocazione”, concludono dall’associazione. “Spesso basta una partita per rompere il ghiaccio. E qualche volta da una partita nasce qualcosa che dura molto più di una serata”.