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Scuole e corsi | 29 aprile 2026, 17:53

Mondovì, una statua per ricordare: la classe terza dell’Istituto Archè porta in Comune il valore della libertà

Ieri si in municipio la presentazione ufficiale dell'opera realizzata dagli studenti

Un momento della presentazione

Un momento della presentazione

Ieri si è svolta in Comune a Mondovì la presentazione ufficiale della statua realizzata dagli studenti della classe terza dell’Istituto Archè, un’opera intensa e simbolica dedicata al tema della libertà e della memoria storica. 

Il progetto nasce da un percorso di ricerca e riflessione che ha coinvolto i ragazzi in modo profondo, portandoli a interrogarsi su domande fondamentali: cosa significa essere liberi? Quali sentimenti hanno vissuto coloro che hanno lottato per la libertà? E oggi possiamo davvero dirci liberi?

Dallo studio della storia non sono emerse risposte definitive, ma una consapevolezza condivisa: il sacrificio di chi ha combattuto per i diritti di cui oggi godiamo non può essere dimenticato. Gli studenti hanno compreso come il ricordo non debba rimanere un semplice esercizio mentale, ma trasformarsi in partecipazione attiva e concreta. Da qui l’idea di lasciare un segno tangibile, capace di mantenere viva la memoria nel tempo.

L’opera trae ispirazione da un documento storico preciso, il Decreto Legislativo Luogotenenziale del 22 aprile 1946, simbolo del passaggio dell’Italia verso una nuova fase di rinascita dopo le ferite della guerra. Da questa base, il progetto si è sviluppato attorno al valore della scrittura come strumento di memoria e libertà: scrivere significa rendere le idee durature, trasformare il pensiero in storia condivisa.

Gli studenti hanno quindi collegato questo concetto a momenti cruciali della cultura italiana, come l’invenzione della stampa e il ruolo centrale del nostro Paese nella diffusione del sapere. Un richiamo importante è stato rivolto anche alla Resistenza, in particolare alle lettere dei condannati a morte, testimonianze estreme in cui la parola diventa ultimo atto di libertà e legame umano.

La statua si presenta in una forma originale e potente: grandi martelletti di macchina da scrivere, ingranditi fino a diventare monumento. Strumenti nati per imprimere lettere diventano essi stessi simbolo, rappresentando il gesto ripetuto e necessario della scrittura che attraversa il tempo e costruisce la storia.

L’ispirazione artistica guarda anche all’Arte Povera, dove materiali e linguaggi essenziali assumono un forte valore espressivo. In questo caso, il linguaggio scritto diventa materia, corpo e memoria.

«Lasciare un segno» è il messaggio che accompagna l’opera: un gesto semplice ma significativo, perché ogni parola impressa è un atto di memoria, e ogni memoria condivisa è una forma di libertà.

La presentazione ha rappresentato non solo un momento istituzionale, ma anche un’occasione di riflessione collettiva, dimostrando come le nuove generazioni sappiano confrontarsi con il passato per costruire consapevolmente il futuro.

C. S.

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