Si conclude il 23 maggio, sempre alle ore 15.30, il ciclo di appuntamenti “Il mestiere dell’arte”.
Dopo la musica, la letteratura e l’illustrazione, questa volta gli spazi della Biblioteca civica “Aloysius Bertrand” ospiteranno un incontro a tema “cibo”. A dialogare sull’agroalimentare saranno due esperte squisitamente cebane: Sara Peirone e Paola Gula.
Sara Peirone, PR & Communication manager e coordinatrice di progetti internazionali nel settore della ristorazione, ha iniziato il suo percorso professionale alla fine degli anni '90, guidata da una profonda passione per il cibo e l’enogastronomia. Dopo una specializzazione in Giornalismo e un’esperienza formativa a Barcellona, ha saputo intrecciare competenze di comunicazione e cultura gastronomica, diventando un punto di riferimento nel panorama delle media relations e del corporate in ambito Food.
Un percorso professionale nato da una grande passione per la cultura del cibo da un lato e per aver mosso i primi passi lavorativi nel mondo degli Uffici Stampa e della Comunicazione dall’altro. Questa combinazione ha permesso a Sara di distinguersi per la sua capacità di raccontare il valore del Made in Italy attraverso strategie di comunicazione e relazioni pubbliche conoscendo il “Dietro le Quinte” della ristorazione mondiale.
Nata a Ceva nel 1972, oggi gestisce le PR legate al mondo del cibo e della ristorazione per un’importante multinazionale del settore caffè, dove ha iniziato la sua professione nell’ambito delle media relations e del corporate nel 2001. Con la sua esperienza ha portato avanti progetti innovativi e collaborazioni con rinomati chef e protagonisti del panorama gastronomico internazionale.
“Dopo la laurea, mi sono avvicinata al mondo della Comunicazione, e grazie a una formazione specifica in Giornalismo e Relazioni Pubbliche, verso la fine degli anni '90 ho avuto l’opportunità di prendervi parte partecipando ad un progetto europeo con sedi a Barcellona e Madrid. A Barcellona ho poi vissuto per più di un anno, lavorando anche in contesti sociali e interculturali, dove la mia passione per la gastronomia e l’universo del cibo si è intrecciata in modo naturale con esperienze che, negli anni successivi, avrebbero dato vita a uno dei progetti più significativi della mia carriera professionale. Infatti, rientrata in Italia, per alcuni anni lavoro come ufficio stampa per il settore vitivinicolo e poi nel 2001 inizio a lavorare in una grande azienda che è oggi una delle multinazionali più importanti del settore agroalimentare, molto all’avanguardia nei progetti di comunicazione e la prima realtà italiana a lavorare in marketing e comunicazione con grandi chef internazionali.” Dichiara la conosciuta pierre.
“Proprio seguendo uno di questi progetti, la mia esperienza professionale in Spagna mi torna utile e inizio a lavorare con Ferran Adrià, genio indiscusso della nuova gastronomia con copertine del Times dedicate e 5 volte numero 1 al mondo dei 50Best World Restaurant e Presidente oggi di ElBulli Foundation e del Madrid Culinary Campus. Grazie al lavoro con Ferran Adrià e all’azienda che ha creduto in me ho avuto modo di creare progetti ad hoc nel boom degli anni 2010 quando la Gastronomia Italiana e alcuni chef come Carlo Cracco, Antonino Cannavacciuolo e Massimo Bottura e Davide Oldani per citarne alcuni, stavano iniziando ad essere conosciuti anche all’estero. Nell’incontro con Paola Gula, anche lei giornalista gastronomica e grande appassionata ed esperta di enogastronomia avrò modo di raccontare il mio percorso che spero possa essere di ispirazione per quei ragazzi che non hanno ancora le idee chiare su cosa faranno da grandi”.
L’altra protagonista della giornata sarà infatti proprio Paola Gula, che dell’enogastronomia ha fatto una “mission” di vita, oltre che di passione.
“Ho iniziato a scrivere sulle pagine dell’Alta Val Tanaro. Dopo l’università ho smesso. Tanti mesi all’estero e il trasferimento prima a Torino e poi a Cuneo, quindi la nascita dei miei figli mi hanno tenuta impegnata altrove. Il lavoro di banca che all’inizio è stato molto interessante, con la trasformazione della Cassa di Risparmio di Cuneo è cambiato, di sicuro meno stimolante, e la voglia di scrivere si è riaffacciata. Nel 1998 ho iniziato a collaborare con la Guida di Cuneo. Un articolo sull’Associazione Italiana Sommelier, AIS, mi ha messo in contatto con un mondo che non conoscevo. La richiesta da parte loro di scrivere una rubrica che parlasse di vini ha fatto scattare la molla.” Racconta la dottoressa Gula.
“Prima di tutto una domanda legittima: come faccio a scrivere di vini se non ne so niente? Un corso di analisi sensoriale sul Tartufo Bianco d’Alba, tenuto da Luigi Odello (inventore dell’analisi sensoriale italiana e originario di Murazzano) mi ha fatto scoprire di possedere un naso e soprattutto un palato abbastanza “dotati”. Quindi giudice di analisi sensoriale del Tartufo Bianco, d’Alba e sommelier. Ho frequentato corsi per assaggiatori di formaggi, salumi, aceto balsamico, frutta. Whisky, miele, caffè, olio e sicuramente dimentico qualcosa.
Queste qualifiche, insieme alla conoscenza delle lingue, per diversi anni mi hanno portato in giro per il mondo per promuovere le nostre eccellenze. Nel frattempo, ho iniziato a collaborare prima con Paolo Massobrio per recensire prodotti e ristoranti nella Guida Critica e Golosa e il Golosario, poi con la guida dei Ristoranti dell’Espresso. Nel 2014/2015 sono stata ospite fissa a Uno Mattina Verde per parlare di curiosità legate al cibo e al vino, nel 2018 2019 e 2020 sono un giudice della Prova del Cuoco. Per una settimana al mese ero a Roma per le dirette in Rai.
Negli anni le collaborazioni giornalistiche sono state tantissime con testate locali e nazionali, ma forse una delle più divertenti è quella che dura da tre anni ed è la rubrica “Peccati di Gula” che esce ogni due settimane sulla Rivista Idea. Non mi sono mai licenziata dalla Banca, dove lavoro a tempo pieno, perché sono convinta che scrivere sia un gioco che non dovrà mai diventare mestiere. Ne perderei in libertà e in autonomia. Voglio continuare a scrivere o non scrivere di chi scelgo io. Senza influenze, senza condizionamenti.”
Raccontare il cibo significa raccontare aromi, sensazioni, tradizioni e cultura, portando nelle parole, nelle menti e nei cuori ciò che assaporiamo con le papille gustative.
Appuntamento quindi sabato 23 maggio alle ore 15.30 presso la Biblioteca civica di Ceva (via Pallavicino, 11).
Si ricorda che gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.