Nel corso della seduta del Consiglio comunale albese tenuta ieri, mercoledì 29 aprile, la delibera relativa alla modificazione al Piano regolatore numero 26 è stata ritirata, a seguito di rilievi critici emersi anche dai banchi della maggioranza. Un passaggio che ha segnato una seduta centrata sui temi urbanistici e sulla definizione delle linee di indirizzo del nuovo strumento pianificatorio.
Il dibattito si è concentrato in particolare sulla carenza di approfondimento delle linee programmatiche del futuro Piano regolatore. Al termine della discussione, il Consiglio ha approvato un maxi-emendamento presentato dalla minoranza e condiviso anche dalla maggioranza, che ha contribuito a integrare il documento.
I consiglieri comunali Emanuele Bolla, Massimo Reggio, Domenico Boeri, Nadia Gomba, Riccardo Spolaore, Carlo Bo, Lorenzo Barbero ed Elisa Boschiazzo spiegano: “Avevamo chiesto maggiori approfondimenti sulle linee programmatiche del prossimo Piano regolatore, che ci sono state consegnate pochi minuti prima della commissione, ma la giunta ha voluto portare comunque la delibera in Consiglio. Abbiamo chiesto integrazioni con gli emendamenti, trovando il consenso della maggioranza, che a sua volta ha presentato una modifica insieme alla minoranza. Queste integrazioni dimostrano che le nostre preoccupazioni rispetto a un documento incompleto erano fondate. Resta il fatto che la giunta ha per l’ennesima volta forzato la mano su atti urbanistici che poi il Consiglio ha ritenuto di correggere.”
Sulla decisione di ritirare la modificazione 26, la minoranza aggiunge: “Alcuni elementi critici erano già emersi in commissione e ora per la seconda volta la delibera viene sospesa, questa volta dopo rilievi critici di un consigliere di maggioranza, a testimonianza di una gestione superficiale dell’iter di approfondimento.”
Nonostante il ritiro della variante, il Consiglio ha approvato le linee programmatiche del nuovo Piano regolatore, accogliendo le proposte avanzate dalla minoranza. Tra i temi inseriti figurano la tutela delle persone fragili, dei disabili e degli anziani, la valorizzazione dell’associazionismo folcloristico, la realizzazione di aree sportive polifunzionali e di spazi per la ricreazione degli animali, oltre a interventi legati ai quartieri, ai servizi energetici – con particolare riferimento al teleriscaldamento – e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.