La Biblioteca "Don Franco Mattalia" invita tutti alla serata " Adolescenti e disagio giovanile", che si terrà Venerdì 8 maggio alle ore 21, nel salone polivalente di Via Giovanni XXIII a Crava (Rocca de’ Baldi) con la partecipazione di Alessandra Belfiore autrice del saggio “HELP! Adolescenti e disagio esistenziale
All’inizio del 2021 Stefano Vicari, ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica di Roma, lanciò un allarme, condiviso da molti altri colleghi, sull’aumento preoccupante di suicidi e atti di autolesionismo fra bambini e ragazzi e molti parlarono di una pandemia nella pandemia: in pratica il lockdown, la Didattica a distanza, l’assenza di socialità e la mancanza della scuola come «cuscinetto sociale», avevano fatto «sbroccare» i più giovani che avevano finito per diventare aggressivi o per rifugiarsi nelle loro stanze.
Il Covid-19, certo, che ha fatto perdere il controllo a tutti, giovani e meno giovani, chi più chi meno; ma il disagio giovanile, in forme altrettanto gravi sebbene in percentuali meno rilevanti, c’era anche prima. Il Coronavirus forse non ha fatto altro che farlo emergere e costringerci tutti a prenderne atto e a cercare soluzioni.
Da questo ha preso spunto Alessandra Belfiore, docente di materie letterarie nel liceo di Mondovì, cui spesso, in classe, capita di imbattersi in ragazze e ragazzi che non dormono, che non mangiano o che mangiano troppo, che sviluppano forme di aggressività o di introversione ben al di là della «modica quantità» connaturata all’età: «Una parte di loro» scrive l’autrice «una volta usciti, lo ha fatto per andare a riempire, come mai prima di allora, le corsie dei reparti di Neuropsichiatria».
Il libro di Alessandra Belfiore cerca di fare luce sulla loro fatica del vivere attraverso una serie di interviste a specialisti – psicologi, neuropsichiatri, insegnanti e persino filosofi – dalle quali emerge un quadro allarmante e sconsolante. Basterebbe un solo dato, fornito dallo stesso Vicari: al Bambin Gesù di Roma, proprio nel reparto che dirige, «nel 2011 i giovani ricoveri sono stati 12, nell’anno appena concluso abbiamo superato quota 300». E un passaggio dell’intervista rilasciata a Belfiore da Luca Capone, psicologo e psicoterapeuta della struttura complessa di Neuropsichiatria Infantile della Fondazione Mondino di Pavia, chiarisce ulteriormente la gravità della situazione: «Noi a oggi non ricoveriamo più i pazienti che fino a due anni fa preferivamo tenere in struttura, perché dobbiamo fare spazio a ragazzi e ragazze che stanno decisamente peggio, che non stanno solo male, ma malissimo».
A questo bisogna aggiungere il fattore «comorbilità», cioè la coesistenza di più patologie: «uno dei tratti essenziali di forme di disagio e di fragilità» spiega Belfiore nel volume «unanimemente e trasversalmente crescenti».
Con il contributo degli specialisti, Belfiore fa un quadro di disagi e problemi preesistenti o provocati ex novo dall’isolamento forzato, suddividendoli in categorie: ansia e disturbi del sonno e dell’umore; disturbi alimentari; dipendenze da sostanze e da internet; fino a pensieri suicidi che talvolta arrivano a concretizzarsi. «Campanelli d’allarme che non possono in alcun modo essere sottovalutati», che richiedono una risposta immediata a una domanda essenziale – perché? – e in alcuni casi sollecitano soluzioni come quelle adottate, in via sperimentale, almeno per quanto riguarda i disturbi del sonno, in due istituti superiori di Brindisi, in collaborazione con gli esperti dell’Associazione Italiana di Medicina del Sonno, avviando un progetto sperimentale per lo spostamento in avanti dell’orario scolastico. Non la soluzione per eccellenza, certamente, ma una soluzione che però richiede – in questa come nelle altre patologie dei nostri ragazzi, derivanti dalla fatica di vivere – il coinvolgimento sinergico di tutta la società, dalle istituzioni alla scuola per arrivare alle famiglie, che da sole non possono e spesso non hanno gli strumenti per affrontare problematiche così gravi.