Attualità - 06 maggio 2026, 08:53

Prosegue la rassegna “Retournen a l’Escolo” a Coumboscuro

Venerdì 8 maggio incontro con Paolo Laguzzi

Paolo Laguzzi

Venerdì 8 maggio muovo incontro nell’aula del Magistre Sergio Arneodo a Coumboscuro per la rassegna “Retournen a l’Escolo”. Per chi si occupa di cultura alpina, la scadenza è di sicuro interesse, poiché si presenta l’ultima fatica editoriale di Paolo Laguzzi. Dopo le guide dedicate alla scoperta delle frazioni e borgate delle valli Maira e Grana, l’autore propone un attendo e approfondito focus sulla borgata Pianta Queuccha (Piantacotta) di Valloriate. In compagnia del sapiente “Ze”, Laguzzi riesce a proporre una ricerca antropologia / culturale che offre uno spaccato di vita sulle montagne cuneesi tra ottocento e novecento, dove la memoria e l’esperienza di prima mano rendono con sicura forza e fascino la vita di una delle borgate più sperdute della valle Stura.

Il suo intervento a “Retournen a l’Escolo” , non risulterà narrativo o scientifico, bensì avvolgente, poiché si tratta di testimonianze vere e profondamente vissute, che restituiscono un senso di meraviglia all’uomo contemporaneo: ogni persona aveva un ruolo, ogni luogo avevo una destinazione d’uso, ogni stagione le sue regole, ogni famiglia un pilastro della comunità. Ed appunto di questo senso ampio e forte di comunità ha vissuto Pianta Queuccha. A 1200 m. di quota neve, sole, vento e rugiada erano benedizione del cielo, respiro per nuove esistenze, orizzonti per giorni di lavoro. Ma non si trattava di orizzonti ristretti tra il Tagliaré e i primi declivi per la “piana”, bensì aperture di integrazione economica e sociale verso la Provenza e le terre che gravitano su Hyeres, dove, con un considerevole movimento di emigrazione, l’intera valle di Valauria ha messo piede, radici e speranze.

Per questo motivo la lingua “valauriana”  respira di antiche radici provenzali e riferimenti a terre d’oltre frontiera, che hanno garantito alla sperduta frazione di Pianta Queuccha sostentamento e vitalità sino ai nostri giorni. La narrazione di Paolo Laguzzi sarà un percorso umano e esistenziale, dove l’ancestralità approda alla meraviglia, soprattutto per le ultime generazioni. Il tutto con abbondanza di fotografie, immagini ed illustrazioni che accompagneranno l’intera serata.

Le “veià ”alla Escolo si chiudono con una tavolata a cui i partecipanti potranno contribuire, portando bevande o piatti dolci o salati… ed una “asquio”, un pezzo di legno, come hanno sempre fatto gli allievi d’un tempo, per riscaldare le aule delle scuole di montagna.

PER INFO E PRENOTAZIONI: Coumboscuro Centre Prouvençal – tel. + 39.0171.98707  • 328.6039251  •  info@coumboscuro.org  •  www.coumboscuro.org

comunicato stampa