Non è solo una questione di estensione territoriale: la Provincia "Granda" ribadisce la sua solidità economica nelle ultime rilevazioni fiscali. Secondo l'analisi dei dati Irpef pubblicati dal Ministero dell'Economia, il panorama cuneese delinea una geografia della ricchezza che vede trionfare il cuore delle Langhe e i piccoli centri d’eccellenza.
È una vera e propria "egemonia" quella delle Langhe infatti, nella classifica dei redditi medio pro capite (basata sul numero di contribuenti) relativi alla dichiarazione del 2024.
Sorprendentemente, ma non troppo per chi conosce la zona, in cima alla lista troviamo Roddi,con un reddito medio pro capite che sfiora i 34.565 euro, distaccando nettamente gli altri comuni della zona. Un primato che testimonia come l'area di Alba e del Barolo continui a trainare l'economia locale grazie a un mix vincente di imprenditoria agricola di pregio e turismo internazionale. Insieme a Barbaresco (31.311 €) e Barolo (28.874 €), Roddi rappresenta il vertice di un distretto dove l'agroalimentare di lusso genera un valore aggiunto che si riflette direttamente sulle dichiarazioni dei redditi residenti.
Nella "sfida" tra i grandi centri, Alba si conferma la capitale economica del territorio posizionandosi all'ottavo posto con circa 29.571 euro medi, superando il capoluogo Cuneo, che si ferma all'undicesima posizione con 28.394 euro. Bene anche i poli industriali di Fossano (27.085), Savigliano (26.739) e Bra (26.700), tutti stabilmente inseriti nella top 40 dei comuni più facoltosi.
Tra le curiosità, spiccano nelle prime posizioni comuni montani come Argentera (al 2° posto con un reddito medio di 31.564) e Vignolo (al 3° posto con 31.432) in questi casi, tuttavia, il dato è spesso influenzato da un numero esiguo di contribuenti, dove la presenza di poche dichiarazioni elevate può far impennare la media statistica dell'intero paese.
Il dato di Limone Piemonte (28.023 €) evidenzia poi, l'impatto del turismo montano e delle seconde case, che attira residenti con capacità reddituali medio-alte, posizionando il comune turistico tra i primi quindici della provincia.
Se la parte alta della classifica è dominata dalle Langhe e dai grandi poli industriali, il fondo della classifica riflette le difficoltà delle aree marginali della "Granda". I comuni che chiudono la classifica sono quasi esclusivamente situati nelle alte valli (Valle Grana, Valle Maira, Valle Varaita, Valle Po).
Analizzando gli ultimi dieci posti della classifica provinciale, emerge un ritratto di quella "montagna eroica" che fatica a tenere il passo con la ricchezza della pianura.
In fondo alla classifica troviamo Castelmagno, con un reddito medio dichiarato di appena 13.055,19 euro. Un dato che colpisce, se si pensa che il capofila della provincia vanta medie superiori ai 34.000 euro. Questo divario di oltre 21.000 euro evidenzia come il comune, pur essendo un brand internazionale per i suoi formaggi, non riesca a trattenere fiscalmente la ricchezza prodotta o risenta di una popolazione residente ormai ridotta ai minimi termini e composta prevalentemente da pensionati con assegni sociali.
Proseguendo la risalita dal fondo, incontriamo Elva (14.909,64 euro) e Oncino (15.067,42 euro). Qui il fattore determinante è l’isolamento geografico. Comuni come Canosio e Prazzo (entrambi sotto la soglia dei 17.000 euro) combattono quotidianamente contro lo spopolamento e la carenza di servizi, elementi che spingono le fasce più produttive della popolazione a spostarsi verso i centri di fondovalle.
Un elemento comune a questa "Top 10 al contrario" è l'esiguità del corpo elettorale e dei contribuenti: complessivamente, queste dieci realtà contano appena 1.456 contribuenti. In centri come Igliano (15.443 euro) o Macra (17.176 euro), la chiusura di una singola attività o il trasferimento di una sola famiglia può far oscillare sensibilmente la media reddituale dell'intero paese.
Tutti questi dati, però sono al netto di quanto viene dichiarato dai contribuenti, il "nero" infatti non è presente, per ovvie ragioni, nelle medie comunali.
I dati, però del 2024 confermano una provincia a due velocità ma estremamente resiliente, dove la qualità della vita si riflette in dichiarazioni dei redditi decisamente superiori alla media nazionale, ma che obbligano ad una considerazione ossia che sue aree periferiche necessitano di interventi strutturali per evitare che il divario con la pianura diventi incolmabile.





