Attualità - 13 maggio 2026, 13:00

Il restauro di una lettera a Pinolo Scaglione inaugura la collaborazione tra Fondazione Pavese e Gabinetto Vieusseux

Del gennaio 1950 lo scritto al "Nuto" de "La luna e i falò" oggetto delle prime attività di custodia e restauro concordate tra i due enti

La lettera in fase di restauro

La Fondazione Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo e il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux di Firenze hanno avviato una collaborazione legata alla valorizzazione del proprio patrimonio letterario. A seguito della sottoscrizione di un protocollo d’intesa, i due enti intendono promuovere progetti e iniziative a sostegno della divulgazione culturale e della conservazione dei reciproci patrimoni documentali e archivistici.

Il Gabinetto Vieusseux, importante centro culturale europeo con oltre duecento anni di storia, ha di recente accolto la Fondazione Cesare Pavese per l’avvio delle prime attività di custodia e restauro di alcune lettere pavesiane.

In particolare, è stato riprodotto e restaurato l’esemplare unico di lettera datata 9 gennaio 1950 fra Cesare Pavese e Pinolo Scaglione, il Nuto del romanzo "La luna e i falò". Lo scambio fra i due, disposto sul fronte e retro del documento, rappresenta un’eccezionale testimonianza del rapporto di amicizia e stima che li legava. Per l’opera di restauro, il Gabinetto Vieusseux si è avvalso di specifici strumenti e tecniche, come l’utilizzo di una soluzione reversibile a base di acqua, Vinavil e Glutofix, nonché carta velina giapponese per ridurre fenditure e lacerazioni e panni in Tnt.

Durante l’incontro si è inoltre proceduto alla riproduzione e restauro parziale di alcune lettere scambiate negli anni 1944-1950 fra Cesare Pavese e l’amico di una vita Giuseppe Vaudagna.

Dal percorso di collaborazione nato fra la Fondazione Cesare Pavese e il Gabinetto Vieusseux prenderanno avvio una serie di nuovi progetti e iniziative di valorizzazione culturale congiunta.

Collaborare con la Fondazione Cesare Pavese è in sé motivo di grande orgoglio. Farlo a partire dal restauro di alcune lettere di Cesare, e quindi dalla ‘viva voce’ di uno scrittore fondamentale per comprendere il nostro Novecento, lo è ancora di più”, afferma il direttore del Gabinetto Vieussuex Michele Rossi. “Non può esserci vera promozione culturale e una reale valorizzazione di un fondo archivistico se non a partire dall’impegno a conservare le fonti, ponendo cioè le condizioni per trasmettere una memoria altrimenti destinata alla dispersione. È per questo che il Laboratorio di restauro, punta di eccellenza dell’Archivio contemporaneo ‘Bonsanti’, si è adoperato da subito: per fare in modo che la lezione e la testimonianza di Cesare Pavese possano continuare ad essere interrogate e a parlare nel nostro presente”.

Siamo orgogliosi della collaborazione instauratasi fra Fondazione Cesare Pavese e il Gabinetto Vieusseux, dalla cui sinergia vogliamo trarre attività di valorizzazione concreta delle opere di letteratura italiana e pavesiana nello specifico”, afferma Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese. “Conservare il patrimonio culturale e letterario significa prendersene cura nel senso più ampio del termine: custodirlo per le future generazioni, animarlo nel presente con nuovi spunti di riflessione e promuoverlo affinché favorisca confronto e dibattito nell’oggi. Anche la recente visita in Fondazione della Soprintendente Archivistico e Bibliografico del Piemonte e della Valle d'Aosta dimostra il valore del nostro patrimonio, accresciuto negli anni e oggi bene di valore culturale riconosciuto dagli enti preposti”.

LA FONDAZIONE

La Fondazione Cesare Pavese ha sede a Santo Stefano Belbo, paese natale del grande intellettuale piemontese, dove opera come piattaforma di produzione e divulgazione culturale promuovendo il messaggio che Pavese ha veicolato attraverso la sua attività e le sue opere.

A questo scopo, organizza ogni anno il Pavese Festival - rassegna di musica, letteratura e spettacolo dal vivo con grandi ospiti del panorama culturale italiano - e dal 2019, il Premio Pavese, omaggio alla figura di Pavese con cinque sezioni che ne rispecchiano la poliedrica attività. Dallo stesso anno ha preso inoltre in carico tutta la proposta culturale del Comune di Santo Stefano Belbo, gestendo la Biblioteca civica, il Museo a Cielo aperto di Camo e l’attività turistica. 

La Fondazione ospita al suo interno il Museo pavesiano, che custodisce oggetti e libri appartenuti a Cesare Pavese, oltre a inediti e prime edizioni. Tra le attività di divulgazione: visite guidate al Museo e alla casa-laboratorio di Nuto; produzione di documentari e video dedicati alla figura di Pavese e ai luoghi pavesiani; podcast e pubblicazioni editoriali.

La riproduzione dello scritto

C. S.