Non cambierà molto nella vita quotidiana dei fedeli, ma per la diocesi si tratta di un riassetto territoriale significativo. Dal primo maggio le unità pastorali di Lequio Berria e Bossolasco fanno ufficialmente riferimento alla vicaria di Cortemilia e non più a quella della Langa.
Una scelta maturata dopo la visita pastorale e legata soprattutto alla conformazione delle comunità dell’Alta Langa, considerate più vicine alla realtà cortemiliese che non alla Langa del Barolo.
“Si è valutato che queste due unità pastorali, come tipologia di territorio e di comunità, fossero più affini alla vicaria di Cortemilia che alla vicaria della Langa, che ha caratteristiche differenti”, spiega il vescovo di Alba monsignor Marco Brunetti.
Alla base della decisione c’è anche una questione organizzativa interna alla diocesi. La vicaria di Cortemilia, infatti, negli ultimi anni era arrivata ad avere soltanto quattro sacerdoti, mentre quella della Langa disponeva di una presenza numericamente più ampia.
Con il passaggio delle due unità pastorali dell’Alta Langa, il numero dei sacerdoti collegati alla vicaria di Cortemilia salirà così da quattro a otto.
“C’era una sproporzione abbastanza evidente e questo passaggio permette di creare un maggiore equilibrio”, osserva Brunetti.
Il cambiamento riguarderà soprattutto il coordinamento pastorale tra i sacerdoti, che nelle vicarie si incontrano abitualmente per programmare attività e iniziative comuni.
“Per la gente probabilmente cambierà poco. È soprattutto un aggiustamento territoriale e organizzativo”, sottolinea il vescovo.
Anche sul piano demografico il trasferimento resta contenuto: le due unità pastorali coinvolte raccolgono complessivamente alcune migliaia di abitanti distribuiti tra i paesi dell’Alta Langa.
Più che una trasformazione radicale, dunque, una ridefinizione degli equilibri pastorali pensata per rendere più omogenea la gestione di territori accomunati da caratteristiche sociali e geografiche simili.