Dalla montagna che resiste alla montagna che esiste.
Uno slogan, quello scelto da Maurizio Paoletti per il lancio della sua candidatura a sindaco di Roaschia, che ha un significato forte.
Perché ribalta l'idea della montagna come luogo fragile.
Per Paoletti, infatti, non è così.
La montagna, nella sua visione, è un luogo pieno di risorse, dove si vive bene, dove la parola comunità ha ancora un significato autentico. Deve solo alzare la testa, rivendicare il suo ruolo in relazione alla pianura, alla quale dà senza ricevere indietro altrettanto.
Il ruolo di chi la amministra deve essere quello di valorizzare le sue ricchezze e di farle riconoscere. E di dare e creare servizi e condizioni che la rendano attrattiva.
Esattamente come ha fatto per undici anni il sindaco uscente Bruno Viale, che ha impedito che Roaschia diventasse una discarica di amianto e valorizzandone invece le potenzialità sportive e turistiche, promuovendo le attività outdoor, dalla bici all'arrampicata.
Ed è in continuità con quanto realizzato da Viale che si pone Maurizio Paoletti con la sua candidatura alla guida del piccolo paese della Valle Gesso. All'appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio si presenta con squadra che si pone essa stessa in continuità. Tra i candidati, persone di grande esperienza e alcune new entry giovani e piene di entusiasmo: un mix perfetto.
Paoletti torna a tentare l'avventura amministrativa dopo vent’anni da amministratore a Boves, di cui dieci da sindaco.
Una candidatura che nasce, spiega, non da una logica di carriera politica ma da una sfida nuova: quella della montagna. Territorio a cui appartiene da sempre la sua famiglia.
"Per qualcuno potrebbe sembrare un passo indietro, ma non è così. Anzi. Amministrare un piccolo comune di montagna è molto più difficile che amministrarne uno grande. In un grande comune hai tecnici, funzionari, strutture. In montagna invece bisogna inventarsi tutto".
Avvocato di professione, sottolinea, come ha spesso fatto, di non vivere di politica. "Io un lavoro ce l'ho, fare l'amministratore non mi dà da vivere. Per me questo impegno è servizio, non una professione. Quella la lascio a chi non ha un mestiere".
Dopo due anni di pausa, racconta di aver concluso a Boves un ciclo amministrativo complesso: "Sono stati anni molto duri. Siamo partiti da una situazione economica e finanziaria difficile e abbiamo dovuto fare scelte severe, tagli, austerità. Non mi sono divertito a spegnere le luci di notte, ma era necessario. E abbiamo rimesso in ordine i conti. A Roaschia, invece, le finanze sono in ordine, perché Viale e la sua squadra hanno lavorato molto bene".
Un Comune economicamente solido, con oltre 560 mila euro di avanzo.
La proposta di continuare in questa direzione gli è arrivata proprio dal sindaco uscente Bruno Viale e dalla vice Graziella Viale.
Il cuore del programma politico è tutto nello slogan con cui Paoletti ha lanciato il suo progetto. "La montagna oggi deve essere riconosciuta per ciò che dà alla pianura".
Paoletti porta un esempio concreto: "L’acqua del Bandito serve oltre 100 mila utenze del Cuneese. In pratica i cuneesi bevono l’acqua di Roaschia. Eppure il territorio montano non riceve quasi nulla in cambio".
Non solo: "Gran parte del cemento prodotto dalla Buzzi arriva dalle cave di Roaschia. Ogni casa del Cuneese ha dentro un pezzo di montagna. E allora bisogna cambiare prospettiva: la montagna non ha solo il dovere di resistere, ma il diritto di esistere".
Una critica netta arriva anche alle politiche nazionali: "È assurdo classificare montani comuni come Cuneo o Centallo. Così si svuota completamente il significato della montagna vera, quella dove vivere è complicato, perché non hai le scuole o il supermercato sotto casa".
Servizi, connessioni e smart working: è una strada obbligata per riportare le persone a vivere nelle terre alte.
Su questo Paoletti non recede di un millimetro. "Chi vive in montagna deve poter avere servizi adeguati. Oggi la priorità è la connettività. Lo smart working ha aperto prospettive enormi: molte professioni possono essere svolte ovunque, purché ci siano collegamenti efficienti. In montagna c'è una qualità di vita alta, bellezza, paesaggi straordinari".
Ci invita a guardare fuori dal suo ufficio, dove lo abbiamo incontrato. "In città, se guardo fuori dalla finestra, il più delle volte vedo il muro di un altro edificio. A Roaschia vedo le montagne, la natura. Questo è il vero benessere".
Uno dei punti centrali del programma di Paoletti e della sua squadra riguarda la valorizzazione turistica. "Fino a pochi anni fa Roaschia rischiava di diventare il luogo delle discariche di amianto. Bruno Viale ha avuto la lungimiranza di trasformare quel pericolo in un’opportunità".
Nasce da qui il nuovo bike center realizzato insieme a Buzzi Unicem: "Sarà uno dei più belli d’Italia. Ci saranno percorsi nelle ex cave, pump track, sentieri, palestre di roccia, le grotte del Bandito. Un progetto capace di trasformare Roaschia in un punto di riferimento per il turismo outdoor".
E non è un caso che la bici sia anche nel simbolo scelto dalla lista. Assieme all'immagine di una bambina che parla con una persona anziana. Perché Roaschia punta ad attrarre famiglie giovani, che possano portare energie nuove e arricchire la comunità.
Nel programma hanno un ruolo importante anche l'identità e le tradizioni: "Roaschia è il paese della pastorizia e della transumanza. Qui c’è la cultura della pecora roaschina e dei formaggi. Nel secolo scorso molte formaggerie torinesi erano gestite da famiglie originarie di Roaschia", spiega Paoletti.
Dopo essere stato per tanti anni in Forza Italia, anche nelle vesti di segretario provinciale, da settembre del 2023 è passato in Fratelli d'Italia. Ma i partiti non ci sono nella sua squadra, che si presenta solo ed esclusivamente civica.
Paoletti fa un passaggio sulla questione degli accorpamenti dei piccoli comuni. Esprime la sua contrarietà, in quanto ritiene che le fusioni portino ad una perdita di identità e presidio del territorio. "Questi Comuni vivono grazie al volontariato e alla passione di amministratori e cittadini. Le politiche possono essere condivise, ma l’autonomia va difesa", sottolinea. Facendo capire che, in caso di elezione, lavorerà per Roaschia ma di concerto con gli altri amministratori della valle.
L'identità, la bellezza e le tradizioni di Roaschia in un contesto di valle, quella, evidenzia, "scelta dai Savoia, perché è la più bella. Roaschia è stata capace di ritagliarsi uno spazio e un'identità sempre più forti. Se diventerò sindaco, porterò fuori dai suoi confini la voce di una montagna che vuole esistere".
Programma amministrativo 2026-2031
* Garantire i servizi alla persona sia per quanto attiene alla viabilità ed al trasporto pubblico sia con un presidio medico, uno spazio informativo, di svago, lettura e di incontro ma anche di lavoro con connessione internet veloce.
* Garantire la connettività del territorio alla rete informatica, anche nelle frazioni.
* Valorizzare la montagna. La palestra di roccia, le sue falesie e il Ride Center sono il vero motore dello sviluppo turistico sui cui vogliamo scommettere nei prossimi anni, insieme alla valorizzazione e manutenzione dell’area camper, delle aree attrezzate sportive e per bambini e della sentieristica.
* Promuovere eventi musicali, di cultura e tradizioni, laboratori didattici anche per bambini, e feste organizzate dalla Pro Loco.
* Migliorare l’accoglienza turistica con la realizzazione di cartine informative, percorsi digitali e manutenzione della tradizionale segnaletica sentieristica, lavorando in sinergia con gli altri Comuni della Valle Gesso, con l’Unione Montana, il G.A.L. e l’A.T.L.
* Manutenzione del territorio: Roaschia è un Comune pulito, ordinato, tranquillo e videosorvegliato.
* Proseguire l’opera di abbellimento delle strutture pubbliche, come la valorizzazione della Sorgente Dragonera, il recupero dei piloni votivi, la realizzazione di un campo da bocce, di aree parcheggio, di un piccolo museo della nostra tradizione contadina e della pastorizia.
* Prevenzione del territorio con interventi ad hoc su zone a rischio con Fondi ATO.
* Valorizzazione delle Frazioni.