Atti persecutori. Questa l’ipotesi di reato in forza del quale un 60enne residente a Benevello è stato rinviato a giudizio e chiamato a comparire di fronte al Tribunale di Asti in composizione monocratica, giudice Ludovico Astengo.
L’uomo dovrà in particolare rendere conto di comportamenti oggetto di una denuncia presentata nei suoi confronti nell’agosto 2024.
Azioni che fanno riferimento a più condotte commesse nei confronti dell’ex moglie.
In tale novero, messaggi dal tenore minaccioso ("io non dimentico", tra le promesse proferite via Whatsapp) e che in taluni casi richiamavano un episodio nel quale, anni addietro, l’uomo fu al centro di un altro procedimento penale per aver cosparso di benzina l’abitazione che la coppia condivideva, minacciando di darle fuoco.
Nella querela si citano poi ripetuti passaggi in automobile di fronte all’abitazione della donna, presso la quale l’uomo rallentava la marcia del veicolo con fare minaccioso, mentre risale sempre all’agosto 2024 un’occasione nella quale, incrociata la moglie in auto poco dopo l’abitazione di lei, la fermava e prendeva a urlare con fare aggressivo, colpendo un finestrino del veicolo con un pugno.
Comportamenti – protesta la parte lesa rappresentata dall’avvocata Chiara Vecchio del foro di Asti, mentre l’uomo è difeso dall’avvocato albese Roberto Ponzio –, che hanno ingenerato nella donna un grave stato di ansia e di paura, tale da indurre la vittima a non allontanarsi della propria abitazione, con l’aggravante di essere stati commessi dal coniuge separato e tramite l’utilizzo di dispositivi di messaggistica digitale.
L’udienza è stata fissata per il prossimo 4 giugno.