(Adnkronos) - La tanto dibattuta archiviazione della Procura di Pavia su Andrea Sempio, nuovamente indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, fu decisa da Giulia Pezzino la magistrata assegnataria del fascicolo che ha lasciato l'ordine giudiziario nel febbraio 2025. "L'assegnazione è stata disposta secondo il turno e, considerata l'importanza del caso, è stata coassegnata a Venditti", poi finito sotto accusa a Brescia per corruzione giudiziaria. Il fascicolo nasce da un esposto della mamma di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto del 13 agosto 2007 a Garlasco.
"Fin dall'inizio c'è stato un confronto con il collega Venditti, confronto che ha contraddistinto anche il prosieguo delle indagini. Non ho mai sottovalutato la rilevanza dell'indagine, pur riguardando un caso da poco oggetto di sentenza definitiva di condanna a carico di Stasi. Ho fatto tutte le indagini che ritenevo necessarie" spiega sentita il 20 novembre scorso dal procuratore di Brescia Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola davanti a sette tra uomini della Guardia di finanza e dei carabinieri di Milano.
"Ho cercato di fare tutto in prima persona e mi sono molto spesa per quest'indagine" aggiunge ricordando di essere andata con Venditti in Procura generale a Milano per acquisire i vecchi atti. "Ho cercato di non farmi condizionare dal fatto che ci fosse un soggetto in carcere con sentenza passata in giudicato. L'esposto della signora Ligabò (mamma del condannato, ndr) sembrava a prima vista infondato, ma ho comunque profuso il massimo sforzo" spiega a verbale.
"Per me era un'indagine molto importante e di particolare delicatezza, in cui ho profuso ogni sforzo. Non nego che volevo chiarire velocemente le posizioni sia di Sempio, che era sotto i riflettori, sia di Stasi, anche per rispetto alla famiglia Poggi" aggiunge ricordando che in quanto parte civile "era normale condividere con l'avvocato Gian Luigi Tizzoni i passi delle indagini" spiega. "Avvertivo l'esigenza di fornire una risposta celere per la delicatezza della situazione. Venditti supervisionava, ma di fatto seguivo io l'indagine. Così ho predisposto la richiesta di archiviazione, che tuttavia mi ha richiesto del tempo per la complessità" rimarca.
"Io" chiarisce l'ex pm Pezzino "ho redatto la richiesta di archiviazione. Ho poi condiviso il file della bozza con Venditti e gli ho spiegato i passaggi più tecnici riguardo al Dna" dopo aver sentito il genetista Francesco De Stefano, "soggetto terzo, imparziale e disinteressato, in quanto perito della Corte d'Assise d'Appello", a differenza di qualsiasi altro consulente. L'ex pm nega qualcosa di strano nell'interrogatorio a Sempio - "le domande gli venivano rivolte in maniera concatenata rispetto alle risposte date" - e spiega perché non è ricorsa a delle perquisizioni: "Non l'ho ritenuto utile visto il tempo trascorso".
Nel verbale nega di essere a conoscenza di contatti tra l'indagato e Silvio Sapone ex maresciallo dei carabinieri a cui sarebbe stato dato il compito di analizzare le conversazioni intercettate nell'indagine. Tra i due risulterebbero più contatti telefonici di cui l'ex pm Pezzino è all'oscuro. "Se me lo avessero detto avrei dato indicazione di dare atto dei contatti e di riferirne il motivo (...). Mi fidavo di Sapone in quanto persona di grande esperienza operativa", conclude l'ex pm Pezzino.