Federico Gregorio è un personaggio che, a buon diritto, può essere definito quasi “storico” per la Lega cuneese, considerato che fa parte della dirigenza provinciale dagli albori del Carroccio di Bossi, fin dai tempi del rito dell’ampolla al Pian del Re.
Sindaco di Narzole, assessore provinciale e poi consigliere regionale era incappato, come vari altri suoi colleghi, nelle maglie di “Rimborsopoli”, lo scandalo che aveva travolto la maggioranza regionale di centrodestra guidata da Roberto Cota.
Una vicenda passata che non ha smorzato la sua passione politica.
La sua presenza, la scorsa settimana, alla convention del generale Vannacci nel Torinese ha dato adito ad illazioni in merito ad un suo possibile passaggio a Futuro Nazionale.
Lo abbiamo sentito per cercare di capire come stanno le cose.
Gregorio, da qualche giorno il mondo Lega è in agitazione, tanto a Cuneo che a Torino, perché si pensa che lei, dirigente di lunga militanza, possa lasciare il partito per aderire a Futuro Nazionale. Le voci si sono alimentate dopo la sua presenza a Borgaro Torinese, seduto in platea ma nelle prime fila, alla convention del generale Vannacci. Non ci dica che era lì come semplice uditore…
“In realtà è proprio così. Sono stato invitato al convegno direttamente dal Siulp, il sindacato di Polizia. Non è nemmeno la prima volta che partecipo a un loro evento e, quando tra i relatori ci sono personaggi di primo piano della politica, per un appassionato come me diventa difficile non esserci.Poi, al mio arrivo in sala, alcuni esponenti della dirigenza di Futuro Nazionale sono venuti a salutarmi, anche perché a diversi di loro mi lega un’amicizia di lunga data. Da lì è nato un siparietto che, immagino, abbia alimentato il gossip”.
Qualche abboccamento col generale o con alcuni dei suoi emissari piemontesi è già avvenuto o è in programma nei prossimi giorni?
“Prima del convegno di Borgaro, assolutamente no. Dal giorno dopo, invece, alcuni amici presenti alla serata mi hanno ricontattato per ricambiare il saluto”.
L’aver lasciato la segreteria della sezione della Lega del Braidese e del Roero evidenzia qualche dissapore con il partito?
“L’anno scorso, in tempi non sospetti e in piena sintonia con la militanza locale e la dirigenza provinciale, ho deciso di fare un passo indietro, accompagnando con una transizione morbida il passaggio della segreteria a una militante preparata e capace come Marina Panero.
La motivazione era, ed è tuttora, legata a un problema di salute. Nonostante le dimissioni, peraltro, non ho mai fatto mancare il mio supporto nelle varie iniziative del territorio”.
Come ha vissuto e sta vivendo il passaggio dalla Lega bossiana, federalista e autonomista, alla linea sovranista e nazionalista impressa da Salvini?
“Un partito evolve insieme ai cambiamenti e alle esigenze sociali e politiche di una nazione. Il passaggio da “prima il Nord” a “prima gli italiani”, e quindi da movimento regionale a partito nazionale, può avere una sua logica. Evolversi è inevitabile; l’importante, però, è non stravolgersi”.
Lei che ha vissuto le varie stagioni della Lega, come vede le prospettive della Lega in provincia di Cuneo?
“Non ho la sfera di cristallo, ma la Lega provinciale ha la fortuna di poter contare su Giorgio Bergesio, le cui capacità politiche e organizzative sono indiscutibili e riconosciute anche dagli avversari.
Lo stesso vale per Roberto Calderoli: non ricordo una chiamata andata a vuoto con lui. E non si tratta soltanto del rapporto di amicizia che ci lega da tempo, ma proprio del suo modo di concepire il rispetto e la collaborazione con la militanza. Una considerazione che, per Bergesio, Calderoli e Molinari, resta fondamentale per la tenuta di un movimento politico. E mi creda: con i chiari di luna che si vedono oggi in politica, non è affatto qualcosa di scontato”.
Una curiosità locale. C’era chi pensava di vederla ricandidato sindaco a Narzole, a maggior ragione visto che in campo c’è una sola lista. Che cosa l’ha indotta a chiamarsi fuori dalla sfida amministrativa?
“Nell’ultimo anno mi hanno tirato la giacca talmente tante volte da consumarmela. Però la decisione di non candidarmi nasce da più motivazioni. La prima, come già accennato, è che mi sto rimettendo in carreggiata dal punto di vista della salute e l’équipe medica che mi segue mi ha consigliato di evitare forti stress ancora per qualche tempo. Inoltre, a Narzole il futuro sindaco è una brava persona e tra i candidati ci sono anche amici di lunga data: sarebbe stato difficile trasformare tutto in una contrapposizione politica. Magari ne riparleremo tra qualche anno”.