Sanità - 17 maggio 2026, 14:59

A tu per tu con Tommaso Allocco, presidente del Gruppo comunale della Fidas di Bra

L’importanza del “dono”, l’unico fatto di sangue che rientra nelle belle notizie

Tommaso Allocco con Silvia Gullino

Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue, in una parola: Fidas. Il presidente del Gruppo comunale di Bra è Tommaso Allocco, un sicuro punto di riferimento per gli iscritti di vecchia e nuova data, in virtù della sua esperienza e del lavoro svolto sul territorio.

Classe 1949, ha lavorato come tecnico dell’Enel ed è diventato donatore all’età di 18 anni, mantenendo l’appuntamento fino all’età consentita, con oltre 200 donazioni all’attivo. Nei suoi mandati di presidenza, ha unito sapientemente i fili della collaborazione tra la sezione locale della Fidas (since 1972) e l’Amministrazione comunale, dialogando in modo attivo con le altre realtà di volontariato cittadine.

Con il suo stile associativo è riuscito a far crescere la conoscenza di un importante atto di bene, dato dalla donazione di sangue, che permette di aiutare in modo anonimo e gratuito molte persone malate o che versano in gravi condizioni.

Ma il suo impegno non finisce qui, poiché si è fatto promotore di svariate iniziative che hanno sempre trovato ottime risposte da parte della popolazione braidese. Tra gli obiettivi della sezione Fidas di Bra c’è quello di mantenere e incrementare le donazioni di sangue, un gesto di generosità che può salvare la vita di molte persone.

Con Tommaso Allocco abbiamo fatto una bella chiacchierata ed ecco che cosa ci ha raccontato.

Donare il sangue, perché è così importante?

«Donare il sangue è un gesto concreto di solidarietà. Significa letteralmente donare una parte di sé a qualcuno che sta soffrendo, qualcuno che ne ha un reale ed urgente bisogno, significa preoccuparsi ed agire per il bene della comunità e per la salvaguardia della vita. Donare il sangue è un dovere civico, la disponibilità di sangue è infatti un patrimonio collettivo a cui ognuno di noi può attingere in caso di necessità e in ogni momento. Una riserva di sangue che soddisfi il fabbisogno della nostra comunità è, quindi, una garanzia per la salute di tutti, compresi noi stessi e le persone che ci sono più care».

Come rispondono i giovani alla cultura della donazione volontaria e gratuita di sangue?

«I giovani si avvicinano alla donazione, perché hanno consapevolezza della necessità di questo gesto e sentono di essere responsabili, oltre che di se stessi, anche del prossimo. Ovviamente, anche se c’è tempo per iniziare, prima si comincia meglio è, soprattutto per raccogliere il testimone di chi non può più farlo».

Uno sguardo sul futuro?

«Per quanto riguarda le donazioni, credo che i donatori avranno la stessa meravigliosa disponibilità dimostrata in tutto questo tempo. A loro e a chi si impegna quotidianamente a vari livelli associativi va il più grande ringraziamento».

Un ultimo appello?

«La donazione fa bene a tutti! Fa bene al donatore e ancor di più a tutti coloro che hanno bisogno di questo dono prezioso».

  

Silvia Gullino