È stato il giorno della festa e dei riconoscimenti (meritatissimi) per i donatori e le donatrici di sangue del Gruppo comunale della Fidas di Bra.
Sabato 16 maggio l’associazione guidata da Tommaso Allocco ha festeggiato 54 anni, fatti di donatori, donazioni, tanta passione ed altruismo.
Da quando è nata, nel 1972, la sua storia è stata scandita dal valore della solidarietà. Sangue e plasma, indispensabili fonti di vita, servono a curare numerose patologie e a garantire la sopravvivenza di molte persone.
La cena sociale presso la Bocciofila braidese è stata l’occasione per ringraziare chi in tutto questo tempo ha dato il suo contributo alla crescita dell’associazione e alla sua presenza sul territorio. Oggi, i donatori in servizio tengono fede a un lungo cammino che vuole continuare a crescere nei numeri e nei traguardi.
C’è orgoglio nelle parole del presidente Tommaso Allocco: «Cinquantaquattro anni di Fidas sono un segno di presenza tangibile e spiegano la grande sensibilità che hanno i braidesi e di come gli stessi hanno a cuore il bene comune e il senso del vivere il sociale. A loro va il grazie più grande».
La festa era iniziata già dal pomeriggio, con la Santa Messa al Santuario della Madonna dei Fiori, con il ricordo dei donatori defunti. Tra i banchi anche il sindaco Gianni Fogliato e una quota dell’amministrazione comunale, oltre a delegazioni dell’Avis e dell’Aido che condividono gli stessi scopi della Fidas. All’altare don Enzo Torchio ha espresso parole di elogio e gratitudine nei confronti dei volontari per l’amore che li porta a diffondere la responsabilità del dono e del donarsi.
Al termine della funzione, animata dal coro diretto da Silvia Gullino e dalle note all’organo di Massimiliano Stenta, e che ha visto la recita della preghiera del donatore prima della benedizione nella solennità dell’Ascensione, tutti sulla scalinata del Santuario per la rituale foto di gruppo.
Quindi spazio al momento più emozionante, dedicato alla premiazione dei donatori e delle donatrici di lungo corso, che si prestano come modello per i giovani. Ed è questo uno dei pilastri portanti della Fidas, il valore etico del dono, affiancato al tema della prevenzione, come spiega ancora Tommaso Allocco: «Donando si aiuta chi è in difficoltà, si aiuta moltissimo il sistema sanitario e ci si prende anche cura della propria salute».
Aggiungendo: «Ogni giorno utilizziamo lo smartphone per condividere parti di noi. Riflettiamo sul fatto che donare il sangue è un atto di condivisione della parte più bella di noi che potrà aiutare qualcun altro. Donare il sangue, infatti, consente di condividere la propria vita con il prossimo».
Infine un appello: «Chiunque fosse interessato a diventare donatore Fidas, all’indirizzo web https://fidasadsp.it/bra/ si possono trovare tutte le informazioni utili con il calendario per poter donare il proprio sangue e plasma nella nostra sede in via Palma di Cesnola, 3. Vi aspettiamo».
E adesso rullo di tamburi: ecco l’elenco dei “super donatori” e delle “super donatrici” che sono stati premiati e meritatamente applauditi.
Attestato di benemerenza (donne 6, uomini 8 donazioni)
Antonazzi Davide; Batista De Souza Betala Beatriz; Busso Edoard; Bzaiz Youssef; Cerutti Giulia – Monchiero Mattia; Montà Delio; Quaranta Roberto; Regano Nadir Emilio; Sirianni Jacopo; Timis Andrei Razvan.
Goccia di bronzo (donne 13 donazioni, uomini 16)
Cristino Matteo; Jagulli Paolo; Panero Luca; Visconti Cristiano.
Goccia d’argento (donne 20 donazioni, uomini 24)
Basso Luca; Dominici Elia.
Goccia dorata (donne 40 donazioni, uomini 50)
Bruno Claudia; Cesana Davide; Dominici Mattia.
Cuore dorato rosso (donne 60, uomini 75 donazioni)
Lo Presti Tindaro.
Cuore dorato verde (donne 80, uomini 100 donazioni)
Bertola Riccardo.
Targa dorata cuore viola (donne 120, uomini 150 donazioni)
Colombano Giovanni; Maunero Silvana; Rainero Marco.
Targa dorata cuore azzurro (donne 140, uomini 175 donazioni)
Bevione Giuseppe.
Targa argento cuore dorato (donne 160, uomini 200 donazioni)
Racca Gianluca.
Complimenti a tutti con l’auspicio che questi nomi possano essere d’esempio per tante persone.
BASTA UNA GOCCIA DI SANGUE PER SALVARE UNA VITA
Le donazioni di sangue salvano la vita di circa 630mila persone all’anno solo in Italia, in media una al minuto. Un gesto semplice, ma fondamentale per aiutare il prossimo e tenere sotto controllo la propria salute. Per ottenere sangue o plasma bisogna per forza avere donatori, non c’è alternativa alla terapia trasfusionale, perché non si può comprare il sangue sul mercato. Il dovere della donazione è di ciascuno di noi, non degli altri. Noi tutti, se siamo sani e in buone condizioni di salute, siamo potenziali donatori. Non resta che diventarlo.
Perché donare
Negli ospedali il sangue è una necessità quotidiana. Ogni volta che si verifica una carenza di sangue, diventa drammatica non solo la gestione di eventi eccezionali come i disastri o gli incidenti, ma anche e soprattutto l’ordinaria attività sanitaria, che coinvolge la maggior parte degli interventi chirurgici, l’attività del pronto soccorso, le terapie oncologiche contro i tumori e le leucemie, le anemie di carattere medico, i trapianti di organi e di midollo osseo. Ricordiamo che senza la disponibilità di sangue, in particolare, l’attività delle sale operatorie sarebbe bloccata. Donare il sangue e il plasma è un modo concreto di esprimere la solidarietà verso il prossimo, perché donare salva la vita ai pazienti. Inoltre, questo gesto d’amore ha ricadute positive anche sulla nostra salute: nei soggetti idonei migliora il flusso sanguigno e, grazie ad analisi specifiche, può rilevare malattie a uno stadio precoce. Un incentivo a prendersi cura di noi e sentirci più responsabili, scegliendo un sano stile di vita.
Chi può donare
Possono donare tutte le persone maggiorenni (dai 18 anni fino a 60 anni se alla prima donazione, 65 anni per il donatore periodico) con peso non inferiore ai 50 chili e che siano in buone condizioni di salute, cioè che non siano affette da patologie infettive trasmissibili (come epatiti e HIV…) e da patologie croniche con alterazioni a carico di fegato, cuore, che non facciano uso/abuso di droghe e alcol. Non può donare chi ha o ha avuto, negli ultimi 14 giorni, febbre, tosse o difficoltà a respirare. Tutte le altre condizioni sullo stato di salute del donatore vengono valutate caso per caso dal medico al momento della visita, che dovrà stabilire l’idoneità alla donazione stessa in base al questionario compilato, ai valori dell’emocromo e alla pressione arteriosa.
Dove donare a Bra
A Bra i Gruppi comunali Avis e Fidas precisano che presso le rispettive sedi (Avis in via Vittorio Emanuele II, 1, telefono: 0172/054725 - 320/7865460; Fidas in via Alerino Palma di Cesnola, 3, telefono: 0172/415096) l’attività si svolge regolarmente nelle date consultabili sui siti web www.avisbra.it e www.fidasadsp.it/bra e invitano tutti i soci ad effettuare la donazione con serenità, ribadendo «La totale sicurezza di quel gesto di altruismo che ci porta a salvare delle vite».