Un grido d'aiuto ironico ma disperato, che arriva direttamente dagli alberi della zona industriale di Montà. Si intitola "Messaggio ai montatesi da parte di 134 condannati a morte" il manifesto con cui ben dieci associazioni ambientaliste e del territorio hanno deciso di dare voce ai pioppi del paese, minacciati da un imminente abbattimento.
I fusti sono stati simbolicamente numerati uno ad uno, trasformando la zona industriale in un perimetro di protesta visibile a tutti i cittadini.
Nel testo del manifesto, sono gli alberi stessi a rivolgersi direttamente alla comunità: "per decenni abbiamo fatto ombra. Con le nostre radici abbiamo dato stabilità alla sponda del torrente. Dopo anni di silenzio, per sicurezza Vostra, abbiamo chiesto di essere potati. Ma dal comune ci dicono che non ci sono soldi per poterlo fare. Costa molto meno abbatterci."
Le associazioni firmatarie sottolineano che le piante sono ancora giovani, in buona salute e che basterebbe un intervento di potatura radicale (anche di parecchi metri) per assicurarne la continuità vegetativa e la produzione di ossigeno per i prossimi 6-7 anni, garantendo al contempo la sicurezza e il decoro estetico del viale. La linea proposta è chiara: abbattere e sostituire solo le pochissime unità che risultano effettivamente malate.
Le associazioni firmatarie chiedono un'inversione di rotta immediata nella gestione del verde pubblico: "Speriamo che anche Montà ascolti la proposta delle tante associazioni firmatarie della presente: la cosa più giusta sarebbe quella di potare tutte le piante anziché abbatterle". La linea proposta è quella del buon senso, intervenendo in modo mirato: "Le poche unità che sono malate si abbattono e si sostituiscono".
Secondo il documento, la manutenzione conservativa porterebbe solo benefici: "Abbassare le piante anche di parecchi metri, dopo trenta anni di vita, ne assicura la continuità vegetativa, la produzione dell'ossigeno che respiriamo e anche l'estetica del viale. Poi per 6/7 anni ci si leva il pensiero".
La mobilitazione non nasce dal nulla, ma si ispira a una recente vittoria della cittadinanza attiva: il caso di Piazza Europa a Cuneo, dove la mobilitazione di residenti e ambientalisti ha spinto il Comune a desistere dall'abbattimento dei cedri storici, dirottando i fondi su altri progetti.
A Montà la sensibilità dei cittadini è già alta: in molti hanno chiesto alle sigle ambientaliste come poter aderire alla protesta o se sia prevista una raccolta firme. Per il momento, i portavoce della mobilitazione fanno sapere che l'obiettivo immediato è chiedere un nuovo incontro all'Amministrazione Comunale per verificare se esista la reale volontà politica di trovare una soluzione alternativa alla motosega. In caso di chiusura totale, si valuteranno contromisure più drastiche per salvare i 134 pioppi.
Il documento, datato 16 maggio 2026, è sostenuto da una fitta rete di realtà locali e regionali: Comuneroero ODV, Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero, Italia Nostra Piemonte, Canale Ecologia ODV, Pro Natura Piemonte, Forum Salviamo il Paesaggio, Comunità Laudato Si' di Bra 2 ODV, Laudato Si' / Gazzetta d'Alba, Piedixterra.
In allegato all'articolo, l'appello dell'associazioni.