La scorsa settimana si è svolta la premiazione della quarta edizione del Premio Francesco Gerbaldo, un appuntamento ormai molto sentito dalle scuole del territorio saviglianese. Decine di studenti hanno partecipato alla cerimonia, portando con sé idee, emozioni e lavori capaci di raccontare il tema di quest’anno con grande sensibilità. Il premio, promosso dal Corriere, continua a tenere vivo il ricordo di Francesco Gerbaldo, collega scomparso troppo presto, attraverso la voce e la creatività dei ragazzi delle scuole medie e superiori.
Il tema scelto per questa edizione era profondo e molto attuale: che cosa significa essere un supereroe nel 2026? E quali sono le doti necessarie per meritare davvero questo titolo in un mondo che cambia così velocemente?
La risposta dei giovani non si è fatta attendere: gli oltre duecento elaborati arrivati alla giuria hanno raccontato un’idea di supereroe lontana dai mantelli, dalle maschere e dai poteri spettacolari. Nei testi e nei disegni è emerso un ritratto collettivo sorprendente: il vero superpotere, oggi, sembra essere la capacità di aiutare, ascoltare, restare umani, prendersi cura degli altri.
Tra i lavori premiati, nella sezione disegni, si è distinto quello di Tommaso Calandri, classe 3ª B della scuola Santorre di Santa Rosa di Savigliano, primo classificato. Il suo disegno ha colpito per la cura dei dettagli, per l’idea e per il tempo dedicato alla realizzazione: oltre dodici ore di lavoro, tra prove, correzioni, rifiniture e attenzione a ogni particolare.
Tommaso ha scelto di ispirarsi a Carlo Acutis che per lui rappresenta un vero supereroe: nato nel 1991 e morto nel 2006 a soli quindici anni, è ricordato per la sua fede, per la passione per l’informatica e per il modo in cui ha usato il web per diffondere messaggi positivi. È stato canonizzato il 7 settembre 2025 insieme a Pier Giorgio Frassati.
La sua è una storia che parla molto ai ragazzi di oggi, perché Carlo non era un eroe distante o irraggiungibile. Era un adolescente, usava il computer, conosceva il linguaggio della tecnologia e ha scelto di mettere le proprie capacità al servizio di qualcosa in cui credeva.
Tommaso, perché hai scelto proprio Carlo Acutis come fonte di ispirazione?
“Perché secondo me Carlo Acutis è stato un supereroe vero. Non aveva poteri speciali come quelli dei film, però ha usato quello che sapeva fare per aiutare gli altri e per comunicare cose importanti. Mi è piaciuto il fatto che fosse un ragazzo normale, vicino alla nostra età, con una grande passione per l’informatica”.
Nel lavoro di Tommaso il supereroe non è quindi chi vola o combatte contro i cattivi, è chi mette il proprio talento al servizio degli altri. È chi sceglie la gentilezza, la responsabilità, la generosità, è chi riesce a fare qualcosa di utile con quello che sa fare meglio.
Quanto tempo hai impiegato per realizzare il disegno?
“Ci ho messo più di dodici ore: volevo che venisse bene, quindi ho lavorato con calma sui dettagli. Alcune parti le ho rifatte, altre le ho corrette più volte. Alla fine ero stanco, però contento, perché sentivo di aver fatto un lavoro completo”.
Dodici ore, per un ragazzo della sua età, non sono poche: raccontano pazienza, concentrazione e voglia di arrivare fino in fondo. In un tempo in cui tutto sembra dover essere veloce, il lavoro di Tommaso ricorda che le cose fatte bene hanno bisogno di cura.
Durante l’intervista, Tommaso ha poi aggiunto un pensiero più personale. Alla domanda su chi sia, secondo lui, il vero supereroe nella vita di tutti i giorni, ha risposto guardando dentro casa. Per lui il ruolo principale lo ha la mamma. Il papà è molto importante e non è certo da meno, ci tiene a precisarlo, però ha ruoli diversi.
Nella tua famiglia chi consideri un vero supereroe?
“Per me in casa la supereroina è mia mamma. Lavora, poi si occupa della casa, prepara pranzi e cene, tiene tutto in ordine, lava, stira e fa tantissime cose ogni giorno. Mio papà è molto importante e fa tanto anche lui, però il ruolo del super lo do a lei. L’unico difetto è che è la più severa: quando dà i castighi, possono durare anche diverse settimane”.
In questa risposta c’è tutta la sincerità di un ragazzo che osserva la propria famiglia con attenzione. Il supereroe, per Tommaso, non vive solo nei racconti o nei fumetti; è una figura famosa come Carlo Acutis, capace di lasciare un segno usando talento e tecnologia. Può essere anche una presenza quotidiana, concreta, fatta di lavoro, cura e responsabilità.