La Regione Piemonte rilancia il sostegno alle scuole di montagna e porta a 750 mila euro la dotazione complessiva per i servizi scolastici nei territori montani nell’anno scolastico 2026/2027. Con la delibera approvata oggi, la Giunta ha aggiunto ulteriori 410 mila euro ai 340 mila già stanziati, attivando così l’intera programmazione prevista dalla legge regionale n. 14/2019 sullo sviluppo e la tutela della montagna.
Si tratta di una misura che negli ultimi anni è stata confermata e rafforzata in modo progressivo: 528 mila euro nel 2024, 633 mila nel 2025 e 750 mila nel 2026. Un investimento che punta a difendere un servizio essenziale nei territori più fragili, dove la scuola rappresenta spesso uno dei principali presìdi di comunità.
L’intervento si articola su due linee distinte. La prima riguarda la razionalizzazione delle pluriclassi: nelle scuole di montagna, infatti, non è raro che bambini di età e livelli diversi condividano la stessa aula con un solo insegnante, per la scarsità di iscritti. Il contributo regionale serve a coprire i costi di personale aggiuntivo o l’estensione dell’orario di servizio, così da ridurre le classi accorpate e avvicinare la qualità della didattica a quella delle scuole di pianura.
La seconda linea, attivata con la delibera odierna, interviene invece a monte del problema e finanzia il mantenimento in funzione delle scuole dell’infanzia e primarie nei comuni montani più isolati. In questo modo, la Regione punta a evitare chiusure e impoverimento dei servizi nei centri minori, dove la presenza di un plesso scolastico incide direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie.
“Questa delibera completa la programmazione sulle scuole montane agendo su due fronti”, ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna Marco Gallo. “Da un lato il sostegno alla gestione delle pluriclassi, dall’altro il finanziamento diretto ai presìdi scolastici nei territori più fragili. Con i 750 mila euro complessivamente stanziati rafforziamo la capacità di intervento della Regione su entrambi gli ambiti con l’obiettivo di garantire continuità e qualità del servizio scolastico, sostenendo le famiglie e contribuendo alla tenuta delle comunità montane”.
Sulla stessa linea anche l’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni, che ha richiamato il valore sociale e identitario delle scuole di montagna. “Una scuola di montagna aperta significa una comunità viva, famiglie che scelgono di restare e bambini che crescono nel proprio territorio con le stesse opportunità degli altri studenti piemontesi”, ha affermato. “La scuola è un presidio di futuro e il luogo dove si costruisce l’identità: mantenerla viva vuol dire dare ai giovani un motivo in più per credere nel loro territorio e scegliere di restarci”.
Il ruolo di raccordo tra Regione e scuole è affidato alle Unioni montane piemontesi, che raccolgono le esigenze dei plessi, presentano le domande di contributo tramite la piattaforma regionale FINDOM e gestiscono i fondi in collaborazione con gli istituti scolastici. Le risorse vengono erogate in due tranche: un acconto fino al 90% dell’importo riconosciuto all’avvio dell’anno scolastico e il saldo a rendicontazione conclusa.



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