Scuole e corsi - 19 maggio 2026, 20:15

Alba, al Congresso degli Istituti Agrari il futuro passa da innovazione e decisione

Seconda giornata all’IIS “Umberto I”: al centro Intelligenza Artificiale, competenze digitali, Agri-Tech e nuove strategie per la scuola agraria

Seconda giornata, presso l'IIS "Umberto I" di Alba, del XVII Congresso Nazionale degli Istituti Agrari, dal titolo "RADICI OLTRE". L'evento, organizzato dalla rete ReNisA (Rete Nazionale Istituti Agrari) in collaborazione con l'istituto albese e il Ministero dell'Istruzione e del Merito, riunisce il sistema degli istituti agrari italiani per tracciare la rotta e le strategie dei prossimi anni.

Innovazione e Decisione: Gestire il Cambiamento nell'Era dell'IA

Tra le parole chiave della giornata spiccano Innovazione e Decisione, due pilastri fondamentali per guidare e gestire il cambiamento. Durante l'evento verrà esplorato l'impatto delle tecnologie emergenti e dell'Intelligenza Artificiale, con un focus cruciale: come mantenere la responsabilità umana al centro del processo decisionale. L'analisi si svilupperà attraverso laboratori esperienziali e lo studio approfondito delle filiere produttive.

Il ruolo dell'uomo nell'era dell'IA: l'intervento di Sonia Montegiove

Quali competenze “non algoritmiche” dobbiamo insegnare oggi agli studenti affinché restino registi e non diventino sudditi della tecnologia? A rispondere, nel primo intervento della giornata, è Sonia Montegiove, giornalista e ingegnera informatica:

"Siamo di fronte a una rivoluzione veloce e trasformativa, capace di generare cambiamenti profondi. Eravamo già abituati al machine learning – si pensi all'agricoltura di precisione per prevedere meteo e malattie – poi è arrivata l’Intelligenza Artificiale generativa: rapidissima e accessibile in linguaggio naturale, senza alcuna necessità di conoscere il codice. Questo scenario stupisce gli adulti tanto quanto gli studenti; genera un'ansia che non è necessariamente negativa, ma che rappresenta una sfida tra rischi e opportunità per raggiungere un nuovo bilanciamento.

Nonostante gli allarmismi, sappiamo che l’intelligenza umana è qualcosa di profondamente diverso e che, attualmente, la sostituzione totale dell’uomo non è una realtà. Tuttavia, assistiamo già a una flessione nelle assunzioni per le posizioni junior, segno che l'IA sta assorbendo alcune mansioni esecutive. Dobbiamo farci i conti: se da un lato ci sono risvolti positivi, come la possibilità di produrre di più con meno risorse, dall'altro emerge il rischio legato alla qualità dei dati. Gli algoritmi cambiano approccio e obiettivi in base alle informazioni che ricevono: senza dati ed esperienze di valore, anche la migliore sensoristica produrrà risultati pessimi. Diventa quindi cruciale la capacità umana di leggere e interpretare il dato.

In questo contesto, servono reali competenze digitali. L’errore metodologico è stato considerare i giovani come 'nativi digitali' a prescindere: saper manovrare uno smartphone non significa possedere competenze, ma solo avere confidenza con uno strumento di cui spesso si ignorano limiti e opportunità. Più che introdurre l’IA come singola materia, trattandosi di una disciplina trasversale che pervade ogni ambito, è fondamentale formare i docenti affinché sappiano guidarne l'uso nel migliore dei modi.

Una delle preoccupazioni principali riguarda l'impiego dell'IA da parte degli studenti per lo svolgimento dei compiti. Il rischio è di scivolare nell'illusione della conoscenza: una credenza del sapere senza una reale comprensione. Questo processo parte dall'origine, ovvero dalla formulazione del prompt: se l'utente interroga la macchina senza una guida critica, l'IA può andare incontro ad 'allucinazioni' e generare errori sistematici proprio perché chi la aziona lo fa senza la dovuta istruzione."

Macchine che assistono, persone che decidono: il focus di Danilo Demarchi

Durante il congresso si è aperta la discussione sul ruolo della tecnologia come supporto alle decisioni, ribadendo come questa non possa mai sostituire la responsabilità strategica dell'uomo. Sul tema “Macchine che assistono, persone che decidono” è intervenuto Danilo Demarchi, Ordinario di Elettronica e Telecomunicazioni al Politecnico di Torino, che ha dichiarato:

"I dati sono la chiave di volta per generare informazioni corrette. La domanda fondamentale da porsi è: cos’è un digit? È un numero, di conseguenza digitalizzare significa trasformare la realtà in numeri; una risorsa di cui dobbiamo sfruttare appieno le potenzialità.

Il vero salto di qualità oggi è possibile in agricoltura, un settore in cui disponiamo di una potenza straordinaria per ottimizzare efficienza e produttività. Questi strumenti nascono per facilitare le scelte e valorizzare le competenze, ponendosi come motore per la nascita di nuove professioni e spin-off aziendali."

La transizione digitale nelle scuole e il futuro degli istituti agrari

Il congresso ha affrontato il tema cruciale di come investire per la transizione digitale nelle scuole, con un focus specifico sulla formazione del personale all'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale.

Mario Schember (Skill on Line) ha approfondito le linee guida del DM 219/2025, evidenziando le modalità per inserire e implementare una corretta governance all'interno degli istituti, partendo dal presupposto che l'integrazione dell'IA comporta anche dei rischi gestionali ed etici. La tabella di marcia è già tracciata: a giugno 2026 si terrà una fase di valutazione per verificare le competenze già acquisite dai docenti, mentre entro agosto dello stesso anno verrà redatto il documento programmatico definitivo per stabilire come procedere.

Un secondo focus ha riguardato l'equilibrio della scuola agraria, chiamata a governare la trasformazione digitale senza però smarrire la propria identità tradizionale.

Il dibattito, moderato da Eugenio Occhialini (direttore di Edagricole), ha visto il confronto e la sinergia tra importanti realtà del settore: , Fondazione LINKS (Progetto Green Job), Scuola Academy, Diagram Group, FID, REDA

L'obiettivo comune emerso dalla tavola rotonda è la creazione di percorsi formativi condivisi per strutturare e diffondere le nuove competenze digitali necessarie all'agricoltura del futuro.

Competenze digitali, Agri-Tech e filiere di valore: i nodi centrali del dibattito

La sessione della mattina è proseguita con il focus "Competenze in volo", dedicato alla formazione di studenti e studentesse, a cura di Paolo Acone (dirigente dell'IIS "Pellegrini" di Sassari) e Guendalina Maria Spigno (docente presso il medesimo istituto). Subito dopo, Carlo Tomasi e Lisa Marmorato (Skill on Line) hanno presentato DigCompIA, la sfida nazionale incentrata sulle competenze di cittadinanza digitale applicate al settore agricolo.

Successivamente, la Presidente della Rete Nazionale Istituti Agrari, Patrizia Marini, ha moderato una tavola rotonda sul futuro dell’Agri-Tech tra scuola e ricerca, analizzando il "Modello a tripla elica". Al dibattito hanno preso parte: Marco D’Angelo, CEO di Beeco, Andrea Rocchi, Presidente del CREA, Guido Torrielli, Presidente di Rete ITS Italia

A conclusione dei lavori della mattina, Roberto Orlandi, Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati, ha tracciato le linee evolutive del settore con l'intervento “Tecnici e imprese che cambiano: competenze, responsabilità e futuro”.

Sessione pomeridiana: sostenibilità, mercati esteri e scelte agronomiche

Il pomeriggio si è aperto con il contributo di Mauro Coatti, che ha illustrato il Good Growth Plan di Syngenta, incentrato sull'innovazione sostenibile per l’agroalimentare europeo. A seguire, un panel internazionale ha messo a confronto i diversi modelli dell’istruzione agraria oltre i confini nazionali.

Il cuore tecnico del pomeriggio è stato il focus “Produrre valore oggi: qualità del prodotto, salute e responsabilità nelle filiere”, moderato dal professor Giuseppe Dacomo. L'incontro ha dimostrato come ogni prodotto sia il risultato diretto di una scelta tecnica ed agronomica, grazie alle testimonianze di autorevoli rappresentanti del settore: Nicoletta Ponchione (Piemonte ASPROCOR), Michelangelo Rivoira (Gruppo Rivoira), Francesco Monchiero (Piemonte Land of Wine), Gianni Martini (Cantina Fratelli Martini), Guido Groppo (COALVI)

La sessione si è chiusa con le riflessioni di Mario Braga, Presidente del Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati, sul valore professionale all'interno delle filiere di qualità, e con l'intervento di Ambrogio Invernizzi, Presidente di INALPI, che ha delineato un caso concreto di decisione consapevole partendo dall'esperienza della propria realtà aziendale.

Innovazione sul campo e Giornata conclusiva

La giornata si è conclusa con un break esperienziale: i partecipanti hanno visitato le esposizioni tecnologiche dell'istituto, spostandosi tra i vigneti e la cantina, per assistere a dimostrazioni pratiche in campo delle innovazioni applicate nel mondo reale.

L'appuntamento è per domani, 20 maggio, con la giornata conclusiva del Congresso Nazionale.



 

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