Nonostante una crisi internazionale senza precedenti, la Commissione UE conferma di non voler compiere nessun passo indietro sul CBAM, il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, e sull’ETS, il mercato europeo delle quote di emissione di anidride carbonica applicato ai fertilizzanti.
Due strumenti climatici del Green Deal che stanno impattando negativamente sui costi di produzione per gli agricoltori e sui prezzi alimentari per i consumatori e che andrebbero sospesi immediatamente.
È la denuncia della Coldiretti alla Commissione Europea durante la manifestazione che ha visto i giovani agricoltori della principale organizzazione d’Italia e d’Europa a Strasburgo per denunciare una situazione ormai insostenibile, che rischia di compromettere la produzione alimentare.
“Oltre alla sospensione di CBAM ed ETS sui concimi, chiediamo di creare un vero fondo europeo straordinario per compensare il caro fertilizzanti senza attingere alle risorse PAC, e di liberalizzare e semplificare subito l’uso del digestato agricolo”, spiega Marco Bernardi, Delegato Giovani Impresa provinciale.
A causa del conflitto in Iran e della chiusura di Hormuz, i prezzi dei fertilizzanti come l’urea sono rincarati dell’81% rispetto a un anno fa, mettendo in pericolo i raccolti, considerati anche gli aumenti del gasolio agricolo. Il risultato sono aumenti fino a 250 euro a ettaro, che riducono oltre il livello di guardia i redditi degli agricoltori, mentre aumentano i prezzi per i consumatori.
Una delegazione di giovani imprenditori della Granda ha accompagnato il gruppo regionale, capitanato dalla Presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari e dal delegato confederale Bruno Rivarossa, esibendo cartelli e slogan come “Fuori i fertilizzanti dal CBAM”, “Stop Von Der Tax”, “Ursula il tuo patto ci lascia al verde” e “Ursula ferti-lies”.
“A pesare sulla tenuta del tessuto produttivo è ancora una volta l’assenza di una vera visione strategica europea per l’agricoltura. Dinanzi a costi di energia e fertilizzanti fuori controllo e al rischio crescente di carenza di prodotto sul mercato, la Commissione Europea continua a difendere rigidamente le stesse logiche climatiche e industriali ereditate dal Green Deal, scaricando il peso della situazione sugli Stati e lasciando soli gli agricoltori ad affrontare il prezzo della crisi e della transizione”, dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.
“L’unica nota positiva per ora è rappresentata dall’apertura sull’uso del digestato, il fertilizzante organico ottenuto dal recupero di reflui zootecnici e biomasse agricole che Coldiretti sta portando avanti da anni in sede nazionale ed europea. Rappresenta, infatti, una concreta alternativa ai fertilizzanti chimici, oltre che uno strumento per ridurre la dipendenza dall’estero e rafforzare l’economia circolare. Le bozze del Piano aprono a una semplificazione di alcune regole, un passo avanti, ma bisognerà intervenire per implementarle rispetto alla gravità della crisi e al livello dei costi che oggi stanno colpendo le imprese agricole europee. Serve ora un’accelerazione sul processo di attivazione, in modo da dare subito agli agricoltori la possibilità reale di utilizzare il digestato e non lasciarla solo sulla carta”, aggiunge Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.