Si è svolto oggi, mercoledì 20 maggio, il sit-in organizzato dalla UilPost Cuneo davanti alla sede di Poste Italiane tra corso De Gasperi e via degli Artigiani 2. Lavoratori, rappresentanti sindacali e delegati hanno manifestato per chiedere la trasformazione dei contratti part-time in full time per 26 dipendenti del Centro Logistico di Cuneo.
La mobilitazione, promossa insieme alla Cgil, ha acceso i riflettori sulle condizioni economiche e lavorative di alcuni dipendenti, molti dei quali provenienti dal Sud Italia e impegnati in turni notturni con contratti part-time da 18 ore settimanali.
Nel corso del presidio, i rappresentanti sindacali hanno ribadito come il tema non riguardi soltanto una vertenza interna, ma una questione più ampia legata alla dignità del lavoro. Nel documento letto durante la manifestazione si sottolinea che “il lavoro stabile, dignitoso e riconosciuto non è una concessione, è un diritto” e che “la responsabilità sociale non si misura nei convegni: si misura nei turni, nei carichi, nei contratti”.
Al centro della protesta vi è la richiesta di stabilizzazione dei lavoratori attraverso il passaggio al full time. “La nostra richiesta è chiara: trasformazione dei contratti part-time in full-time, perché il servizio lo richiede, perché la dignità non può essere compressa per ragioni di bilancio”, hanno dichiarato i sindacati dal presidio.
Doriana Isoardi, segretaria provinciale della UilPost Cuneo, aveva definito la manifestazione “una protesta pacifica contro il precariato”, denunciando stipendi considerati insufficienti per sostenere il costo della vita. Secondo quanto riferito dal sindacato, i lavoratori coinvolti percepirebbero tra i 700 e i 1.000 euro mensili, cifre che spesso non bastano a coprire affitti e spese quotidiane.
“Se il centro funziona è grazie a questi lavoratori, che però sono sottopagati e costretti a fare una vita difficilissima”, aveva spiegato Isoardi nei giorni precedenti al presidio, raccontando anche episodi di forte disagio economico tra i dipendenti.
Nel testo letto oggi davanti alla sede di Poste Italiane è stato inoltre criticato il ricorso strutturale al part-time: “Questa situazione non è un incidente: è il risultato di una scelta aziendale che utilizza il part-time come strumento strutturale, invece che come eccezione”.
I sindacati hanno infine annunciato l’intenzione di proseguire il confronto anche a livello istituzionale. “Non accetteremo modelli organizzativi che scaricano sui lavoratori le inefficienze del sistema. Non accetteremo che il part-time diventi una gabbia”, è stato il messaggio conclusivo lanciato durante il sit-in.
Nel pomeriggio la nota dell'azienda in merito al presidio: "Poste Italiane ribadisce la propria costante attenzione ai temi del lavoro, nel pieno rispetto della disciplina normativa e contrattuale vigente. L’Azienda conferma che le politiche attive del lavoro, sviluppate nell’ambito del confronto con le Organizzazioni Sindacali, rappresentano un elemento qualificante del proprio percorso industriale e organizzativo. In tale contesto si inserisce anche l’impegno che, dal 2018 a oggi, ha consentito l’assunzione di circa 500 risorse a Cuneo e provincia".