Fa discutere l’intervento realizzato sulla facciata del Liceo Artistico Bianchi Virginio di Cuneo, dove l’installazione di pannelli metallici sagomati ha cambiato in modo evidente il volto dell’edificio e la quantità di luce naturale negli ambienti interni.
A sollevare la questione è un gruppo di docenti dell’istituto, che ha espresso forti perplessità sia sul piano estetico sia su quello funzionale. Secondo quanto segnalato, la riduzione dell’illuminazione naturale potrebbe incidere sul benessere degli spazi scolastici e sulla qualità delle attività didattiche, in un contesto che dovrebbe invece valorizzare ambiente, luce e progettazione.
La presa di posizione non rappresenta una voce ufficiale della scuola, ma riflette la sensibilità di alcuni insegnanti rispetto a un intervento considerato particolarmente delicato per un liceo a indirizzo artistico e progettuale. Il tema, infatti, tocca direttamente l’identità dell’istituto, articolato nei percorsi di Arti Figurative, Grafica e Architettura e Ambiente.
Proprio questi indirizzi, scelti dagli studenti nel triennio, sviluppano competenze legate alla lettura dello spazio, alla progettazione e alla comunicazione visiva. Per i docenti che hanno espresso la loro contrarietà, sarebbe stato opportuno coinvolgere maggiormente queste professionalità nella fase di ideazione e valutazione dell’intervento, visto il loro stretto legame con le trasformazioni dell’edificio.
Da qui la richiesta di aprire un confronto con il progettista, per chiarire le scelte adottate e verificare eventuali soluzioni capaci di tenere insieme estetica, funzionalità e qualità degli spazi educativi. Una questione che, nel caso di un liceo artistico, assume anche un valore simbolico oltre che architettonico.