Il Coordinamento provinciale Cuneo AVS Possibile ringrazia il Comitato Vivere la Costituzione perché ha rotto il silenzio attorno a una discussione che in queste settimane circola molto, ma quasi sempre sottovoce.
Si riferisce al comunicato con cui il Comitato ha espresso preoccupazione per la nomina del nuovo direttore o della nuova direttrice generale della Fondazione CRC, dopo le indiscrezioni sulla candidatura di una persona legata da rapporti familiari ai vertici della politica regionale, sottolineando la necessità di garantire piena autonomia e indipendenza dell’ente. Viene, inoltre, richiamato l’interesse emerso attorno a un possibile ingresso nella proprietà de La Stampa da parte di Confindustria e Fondazione CRC, evidenziando il rischio di una concentrazione crescente di influenza economica e politica anche nel sistema dell’informazione piemontese.
"Pensiamo - fa sapere Cuneo Avs Possibile in una nota - sia giusto affrontare apertamente il tema dell’autonomia e della credibilità della Fondazione CRC, perché parliamo di uno dei soggetti più influenti del territorio cuneese, con un peso concreto sulle politiche culturali, sociali ed economiche della provincia. Per questo crediamo che anche sulla nomina del direttore/direttrice della Fondazione CRC serva molta attenzione. In questo caso si parla di una figura di direzione apicale, che dovrebbe essere scelta esclusivamente sulla base di competenze, esperienza e curriculum.
Benché la scelta finale spetti a un Consiglio di amministrazione che è espressione di equilibri politici e istituzionali del territorio, le preoccupazioni emerse sono plausibili e riteniamo giusto discuterne pubblicamente prima delle decisioni, non a cose fatte. Il territorio ha il diritto di esprimersi quando si parla della guida di una delle fondazioni più importanti del Paese.
E vogliamo dirlo chiaramente: pensiamo e speriamo che la Fondazione sappia mantenere un profilo autonomo e autorevole.
Questa vicenda apre anche una riflessione più ampia sul ruolo che soggetti privati e fondazioni stanno assumendo nel nostro territorio, andando spesso a colmare vuoti lasciati dal pubblico. I servizi di cura e accompagnamento sociale faticano a rispondere ai bisogni, i centri per l’impiego attraversano difficoltà evidenti e molte persone fragili si trovano intrappolate in una successione di corsi, tirocini e percorsi temporanei senza vere prospettive, come segnalato anche dal recente report Caritas Cuneo Fossano.
Dentro questo scenario la Fondazione CRC diventa inevitabilmente sempre più centrale. Ed è proprio questa centralità a rendere ancora più importante il tema della trasparenza, dell’equilibrio e dell’indipendenza della sua governance.
Perché più cresce il ruolo della Fondazione, più è necessario che tutte e tutti possano riconoscerla come un’istituzione credibile, autonoma e realmente al servizio della comunità cuneese".